Appello alla rete per la tutela di Antonino Monteleone, cui hanno incendiato l’auto in Calabria

5 febbraio 2010 damiano Nessun commento

Un post veloce, per cogliere l’appello di Emiliano Morrone. Questa notte hanno incendiato l’auto di Antonino Monteleone, un giornalista che fa inchiesta tutti i giorni e ci tiene informati su alcuni dei più importanti processi che si svolgono nei tribunali italiani. Questo blog supporta Antonino con tutti i modi e i mezzi che può! Di seguito l’appello di Emiliano Morrone:

L’ho appreso adesso. Da Facebook. Stavo per andare a dormire. Inquieto per le minacce ricevute dal pm Pierpaolo Bruni, recapitate da un codardo anonimo che per e-mail le ha mandate alla redazione di “il Crotonese”, il mio giornale. Hanno incendiato l’auto del giornalista Antonino Monteleone (nella foto in alto a sinistra), un giovane professionista d’immenso coraggio e valore, da sempre impegnato a raccontare affari e reati di criminalità e poteri forti. Uno che fa inchiesta vera, che ha sempre la notizia, che segue e conosce processi molto importanti; a Marcello Dell’Utri e ad Antonio Bassolino, giusto per dare dei riferimenti.

Perché dice la verità, Antonino è stato riempito di querele, e ogni volta ha vinto. Non ha mai avuto paura e non ne avrà.

Non posso credere che la Calabria sia questa, che chi scrive, chi indaga per sconfiggere la mafia, il male peggiore del Mezzogiorno e dell’Italia, venga intimidito con tale facilità. No, non posso. Ora dobbiamo muoverci e si deve muovere lo Stato.

In questo momento, voglio che facciamo quadrato attorno ad Antonino, che lo proteggiamo con l’informazione e l’intervento collettivo, martellante.

Il vigliacco che ha usato questa violenza deve sapere, come il suo sporco mandante, che siamo con Antonino, che non è e non sarà mai solo. Deve sapere che noi siamo più forti di loro, che per imporsi hanno bisogno di armi e rifugi. Soprattutto dobbiamo reagire con la parola, coinvolgendo tutti i nostri amici, la stampa, l’opinione pubblica. Perché Antonino è la voce della Calabria bella, della Calabria che non tace, dell’informazione con la maiuscola.

Passiamo parola e facciamo in modo che su questa vicenda non cali il silenzio. Antonino Monteleone deve essere tutelato. Diversamente, sarà una nostra sconfitta.

Emiliano Morrone

A proposito di legittimo impedimento

4 febbraio 2010 damiano Nessun commento

Su Wikipedia si prevede il futuro di Telecom

4 febbraio 2010 damiano Nessun commento

Martedì le indiscrezioni di Repubblica davano per certa una rilevazione di Telecom da parte della spagnola Telefonica e su wikipedia c’era ancora alla voce Telecom Italia il logo a strisce rosse. Poi circa il 3% è passato a Telefonica, ma alcuni dicono che la fusione è “inevitabile”.

La fermata di Palazzo Grazioli che fa tanto discutere

29 gennaio 2010 damiano Nessun commento

La tanto discussa fermata di Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Berlusconi!

Questa mattina mi trovavo dalle parti di via del Plebiscito e ho scattato la fermata rimossa per motivi di sicurezza, davanti Palazzo Grazioli. Perdonate la scarsa qualità dell’immagine ma l’apparecchio è un Nokia 6600!

Legittimi impediti al governo

29 gennaio 2010 damiano Nessun commento

di Damiano Zito per Diritto di Critica

La notizia è fresca fresca, la Cassazione rigetta il ricorso di Nicola Cosentino, dichiarando legittima la richiesta di arresti disposta dalla procura napoletana, comunque respinta dalla Camera. Ad una prima analisi e ricordando che il sottosegretario all’Economia è accusato di concorso esterno in associazione camorristica viene da pensare “allora si è dimesso!” Ma neanche per sogno, perché dimettersi quando si fa parte di un Governo a “dimissioni zero” rischiando di dare l’esempio a chi invece una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa la già incassata, sepuur in primo grado?
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Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete

28 gennaio 2010 damiano 1 commento

È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l’informazione e – nonostante i pericoli – è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi.

Questa mattina ho intervistato Enzo di Frenna, giornalista professionista e videoblogger (enzodifrennablog.it) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei Corsari della Rete al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un post recente, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web.

Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani?

Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell’adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine “prodotto televisivo” con “prodotto audiovisivo” includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e Youtube.

Le conseguenze quindi quali sono?

Con una legge così i siti mensionati o un videoblog come quello di Claudio Messora (byoblu.com, ndr), quello di Beppe Grillo e tanti altri chiuderebbero il giorno successivo dell’entrata in vigore, perché per pubblicare i contenuti bisogna chiedere le autorizzazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Agcom.

Tu che hai letto tutto il decreto, che aggettivo useresti per definirlo?

Aberrante!

Addirittura!

Sì! È peggio di un mostro del film “il Signore degli anelli”! Il settimanale Time ci ha già paragonato alla Cina.

Veniamo all’iniziativa che avete creato con Messora. Ci dai qualche informazione? Cosa chiedete ad Obama?

L’evento si svolgerà nella terza settimana di febbraio. Solo 60 audaci, che con catene ai piedi balleranno al ritmo di tamburi africani davanti all’ambasciata americana.Un gesto simbolico, per chiedere poter usare internet per informare liberamente senza renderci schiavi.

Perché davanti all’ambasciata americana?

Per chiedere al presidente Obama, in seguito al discorso di Hillary Clinton, una presa di posizione ufficiale sulla libertà nella internet italiana.

Chiarissimo Enzo, allora ci vediamo davanti all’ambasciata nelle prossime settimane. A presto.

Ciao, a presto.

Segnalazioni:

Mr.President, help internet in Italy

Il No Mafia Day a Reggio Calabria: calabresi per bene aderite!

28 gennaio 2010 damiano Nessun commento

Le iniziative non finiscono mai, è di ciqnue giorni fa la manifestazione che a Rosarno ha detto no alla mafie, un evento che per il luogo è da definirsi storico. Ma non finisce qui. Il dissenso verso la ‘ndrangheta e tutte le forme di criminalità mafiosa continua e si trasferisce ancora una volta dalla rete alla piazza. Un No Mafia Day a Reggio Calabria è quello che si sta organizzando su facebook. Al sud, in Calabria, perché i calabresi, lo sappiamo, sono la maggior parte rispetto ai mafiosi che si impongono sul territorio. Le intimidazioni, le bombe sono state un segnale forte, i reggini onesti sono scesi in piazza spontaneamente per manifestare la loro solidarietà alla Procura di Reggio. Il solo pensiero che qualche centinaio di persone di propria volontà abbia preso parte ad una manifestazione del genere fa rabbrividire, non per paura, ma perché forse qualcosa nella coscienza delle persone si è mossa, si muove, e non può che far piacere.

Dalle pagine di questo blog voglio dare tutto il sostegno e l’appoggio all’evento partito da diverse pagine su facebook ed invito a partecipare. Il tam tam è cominciato dopo che i media hanno acceso i riflettori su una regione spesso dimenticata e mai raccontata, abbandonata a sé stessa. Facciamo quindi che della Calabria se ne parli non solo per i morti ammazzati, ma anche per quelle persone oneste che si ribellano a ciò, che non stanno alle sottomissioni mafiose, qulle persone per bene che ne hanno abbastanza e che mai scacceranno sotto i piedi la propria dignità e mai se la faranno scacciare, per “concedersi” ad un boss mafioso, che da solo non conta niente e nulla.
Photobucket

Il decreto Romani che mette a rischio Youtube e la Rete

28 gennaio 2010 damiano Nessun commento

Quando l’Europa da delle direttive siamo chiamati ad attuarle e rispettarle. Solo che l’Italia lo fa come gli pare e quando gli pare, basti pensare al caso Rete 4, il canale televisivo di Mediaset che doveva andare sul satellite e lasciare lo spazio ad Europa 7 di Francesco Di Stefano. Ma in quell’occasione Paolo Gentiloni non ebbe il coraggio, come ministro delle Comunicazioni, di attuare una sentenza della Corte di Giustizia europea.

Oggi è il caso di uniformare le leggi alla direttiva europea Audiovisual media services, nota come AVMS, un principio inalienabile come quello della responsabilità giuridica per i contenuti immessi in rete dalle reti televisive. Il parlamento italiano ne approfitta e nel testo da attuare ha sostituito il termine “televisivo” con “audiovisivo“. In questo modo la rete viene paragonata ad una grande televisione che per trasmettere deve chiedere le dovute autorizzazioni come se fosse una emittente Rai. Una beffa per chi ha una videoblog ma sopratutto per tutte quelle piattaforme che trasmettono contenuti audiovisivi, si pensi a Youtube e agli effettid evastanti che il testo potrebbe comportare alla famosa piattaforma,. Il decreto Romani di fatto cancella la figura dell’intermediario della comunicazione che quindi potrebbe un giorno essere chiamato in tribunale per rispondere dei contenuti trasmessi sul proprio sito da terze persone. Un provvedimento davvero restrittivo che pone paletti  al punto che chi ci guarda dall’estero ci ha paragonati alla Cina che in fatto di libertà su internet non gode certo di buone reputazioni.

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In merito al decreto Enzo di Frenna e Claudio Messora hanno organizzato una iniziativa che si terrà a fine febbraio davanti all’ambasciata americana. Qui il gruppo su facebook!Per saperne di più clicca sul banner dell’evento:

Mr.President, help internet in Italy

Raffaella Fico si spoglia in tv…Quando la verginità è un “valore”

28 gennaio 2010 damiano Nessun commento

Ci sono donne e donne. Quelle che si concedono e quelle non disponibili. Donne che percorrono vie privilegiate per diventare ministre e altre che preferiscono le vie più lunghe.

Quando la sera accomodati sul nostro divano facciamo zapping prima e durante la cena fioccano i telequiz, quasi uno per ogni canale. Italiani di ceto medio che mettono alla prova le proprie conoscenze per diventare milionari, famiglie intere che cercano la sorte dentro un pacco che potrebbe contenere il denaro realizzere i loro sogni.I conduttori in giacca e cravatta o in semplice camicia bianca dal volto liscio, eternamente abbronzato e con sorriso a 32 denti, si fanno da tramite tra la dea bendata e i  partecipanti, il tutto mentre sono circondati da ragazze seminude che agitano il testosterone del pubblico eterosessuale. Il telespettatore che sta a guardare non capisce se sta guardano un quiz o un programma con le conigliette di Hugh Hefner.

Aggirandomi per i canali mi sono imbattuto nel nuovo (si fa per dire) programma di Enrico Papi. Il quiz non è altro che il vecchio format “Prendere o lasciare” riveduto ed arricchito con la presenza della valletta ed gieffina Raffaella Fico, la giovane napoletana divenuta famosa non per chissà quale abilità o capacità, ma per la sua verginità. La Fico ha dato origine ad una figura che è il tabù di sé stessa. Bella, pia e giovane, si rende proibita ed irrangiubile, facendo aumentare il desiderio dell’ormone maschile che si agita nelle mutande di chi rimane suggestionato dalle inquadrature del suo lato B, coperto in parte da un tanga o un perizioma, mentre si accinge a consegnare le busta contenenti le domande da fare ai concorrente del quiz. Il programma per qualche minuto cambia forma, la voce della si trasforma anch’essa e Raffaella parla come se stesse rispondendo alla chiamata di un cliente di una linea erotica, le telecamere la seguono in ogni suo movimento, scandito da una base musicale e accompagnato da sguardi verso l’obiettivo che fanno invidia ad una pornostar. Se Victoria Silvestedt indossava vestiti che mostravano solo qualche millimetro di biancheria intima, la Fico non fa che indossare per tutto il tempo completini intimi sfatando così anche il mito del “si vede – non si vede“, rendendo il tutto più sfacciato.

Se per Raffaella Fico la verginità ha un valore ora si riesce a capire anche perché.

Domandandosi se questi sono i modelli da seguire per le ragazze di oggi desidero pubblicare di seguito un breve articolo di Silvia Truzzi (apparso giorni fa sulle pagine del Fatto Quotidiano) dal titolo “Molto più che belle“:

Si può regalare la bellezza? Risposta: sì e non con un intervento chirurgico per darsi una tiratina o una gonfiatina. Basta andare in libreria: c’è un volume rosa con Jean Shrimpton in copertina. Più di una foto, un collage apparso su Harper’s Bazaar nell’aprile del ‘65. Il libro – “Avedon Fashion 1944-2000” (375 pagg, 89 euro), pubblicato in Italia da De Agostini – è un racconto per immagini di come fascino e costume sono mutati. Di com’erano quegli anni in cui l’eleganza era un’ambizione delle donne. Ce ne sono moltissime, tra le tante che hanno stregato l’obiettivo di Avedon nella sua lunga carriera cominciata nella Marina Mercantile come fotografo ufficiale delle autopsie. La divina Dovima tra gli elefanti, fasciata in un abito da sera di Dior. Sunny Harnett, meravigliosamente altera (nell’immagine qui sotto vestita da Lanvin). Naturalmente Audrey, Suzie Parker e Carmen. Poi Veruschka, Penelope Tree, Twiggy. Ci sono donne importanti come Jakie e Marella Agnelli. Diverse, diversissime tra loro, unite dallo spettacolo dell’apparire. In queste pagine il mondo cambia attraverso la moda. Forse è nostalgia, ma le signore degli anni ‘50 erano molto più che belle. Perché per esser belle, anche Stephanie Seymour, Linda Evangelista e Kate Moss lo sono. Ma il turbante e le unghie laccate di Elise Daniels, immortalata a Parigi nel ‘44, o il manicotto di pelliccia che Doe Avedon fa scivolare con nonchalance (sempre a Parigi, nel ‘47) su un fianco hanno tutta un’altra allure. Non erano solo belle donne e bei vestiti. Erano donne che portavano a spasso il mistero di sé, della propria unicità, con fiera consapevolezza. Erano guardate come modelli dalle altre. E incantavano, con quel segreto, gli uomini. Forse questo l’abbiamo perso per sempre: ci sono ancora belle donne e abiti eleganti (anche in generale noi vestiamo peggio di allora), ma non abbiamo arcani da svelare. Dipenderà dal progressivo svestimento, dal sentimento che più si è nude e più si è sexy? Può essere, ma non solo. Soprattutto dall’omologazione, da “un’androginazione” stupida perché ideologica. Eppure anche le femministe ad un certo punto ci sono arrivate: diritto alla differenza. E poi dipende dalle cattive maestre: le donne famose oggi hanno poca classe, non camminano più come se stessero su una nuvola. Forse perché hanno milioni di cose da fare. Ma recuperare quel mistero aiuterebbe, anche gli uomini. Che non sanno davvero da che parte prenderci.

Elezioni regionali in Calabria tra inciuci e accordi sottobanco

26 gennaio 2010 damiano Nessun commento

Cosa sta succedendo in Calabria? Chi andrà a governare la Regione? In questo post una breve riflessione sulle prossime regionali, sull’ipotesi di un accordo tra centro-destra e centro-sinistra, con un Casini che fa “casino” confondendo i cittadini. I salti a destra e a sinistra. Leghisti del sud pronti a correre da soli o con un accordo col Pdl?E poi, gli avvertimenti che ha posto l’on.Angela Napoli sono state recepite, oppure la ‘ndrangheta continuerà a sedere nelle poltrone calabresi?

In queste ore fermentano le liste da presentare entro la fine di febbraio per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo, le note diffuse dai soggetti politici si moltiplicano e a leggere quelle calabresi si percepisce un grande lavoro di strategia, che detto in altre parole potrebbe chiamarsi inciucio o politica dei due forni.

Il sindaco più amato d’Italia, Giuseppe Scopelliti, aspira a diventare il nuovo presidente della Calabria. Un candidato che vanta di numerosi consensi e che si trova la strada quasi spianata per arrivare alla più alta poltrona calabrese. Spianata perché almeno per il momento dal Partito Democratico non è arrivato nessun segnale di contrapposizione se non quello di  Agazio Loiero che con la sua impopolarità faciliterebbe ancora di più la corsa del sindaco di Reggio Calabria. Pippo Callipo invece, sostenuto da Luigi de Magistris e Antonio Di Pietro, ovvero dall’Italia dei Valori, quasi certamente non avrà l’appoggio dei democratici metre l’ala più estrema della sinistra sembra rimanere in disparte, in coerenza con le proprie posizioni.

Se Scopellitti vincesse le elezioni dovrebbe lasciare la poltrona di sindaco a qualcun altro, ma per il momento non si conosce il suo possibile successore. Sembrerebbe un gesto scaramantico ma tutto invece ha l’aria di un inciucio sullo stile D’alema-Berlusconi. Solo che in Calabria le due facce della medaglia sono quelle di Peppe Bova e di Peppe Scopelliti. Un Peppe vale l’altro, infatti il Pd potrebbe lasciare il via libera per la presidenza della Regione all’attuale sindaco di Reggio Calabria (magari presentando un candidato debole), e Scopelliti in cambio concederebbe la poltrona a Bova.

Dagl schemi inciucisti spostamioci alla cosidetta politica dei due forni. Che fine ha fatto Casini in Calabria? In Puglia dopo la vittoria di Nichi Vendola, l’accordo con il Pd è andato in fumo e ha annunciato – spiazzando anche il Pdl – la candidatura di una senatrice eletta col partito del premier Berlusconi, ma passata al gruppo misto. Si tratta di Adriana Poli Bertone, presidente del movimento-partito “Io Sud” che di recente ha nominato come segretario nazionale l’on Beniamino Donnici. Un movimentista, promotore dei “Comitati per la Calabria Libera”. Ex missino ed ex An degli anni ‘90, poi passato a sinistra alla Alleanza dei progessisti, Donnici è anche ex Idv col quale è stato eletto al Parlamento Europeo per poi lasciare il partito di Di Pietro ed aderire al Rosa Bianca di Bruno Tabacci (quest’ultimo è entrato a far parte della Api di Rutelli).

Di recente Donnici ha annunciato un accordo con gli “scissionisti” dell’Mpa che ci hanno visto lungo date le difficoltà del movimento di Raffaele Lombardo. Tra questi un altro voltagabbana, Elio Belcastro ex Forza Italia, ex PSI e adesso ex Mpa, con lui Enzo Scotti, attuale sottosegretario agli esteri ed ex democristiano a cui piace “giocare a bingo“. Gli umberti bossi del sud stanno definendo le ultime strategie e chissà con chi andranno alle regionali. Le ultime notizie fanno pensare che l’accordo con il Pdl non sia così scontato. Adrina Poli Bertone è loro “sponsor” come anche Gianfranco Miccichè il quale di recente ha creato una spaccatura dentro al partito di Berlusconi. La senatrice Poli Bertone, potrebbe essere il filo che potrebbe unire i leghisti del sud con Casini. C’è un però. Gli autonomisti non sono per  niente vicini al Pd che sembra aver raggiunto un accordo certo con l’Udc per sostenere Roberto Occhiuto dopo aver fatto saltare le primarie. Bisogna aspettarsi di tutto, perché se la strategia del Pd è quella di non ostacolare Scopelliti nella sua corsa è ipotizzabile che la sospensione delle primarie sia voluta per evitare che venga eletto un valido candiato, scelto dagli elettori. Quella di Occhiuto quindi potrebbe risultare una parata e Casini potrebbe rompere con il Pd come ha fatto in Puglia per presentarsi da solo. Ma le strategie da “terzo forno” per dirla alla Casini non hanno limiti. Infatti ieri lo stesso sindaco di Reggio Calabria si è sbilanciato affermando che l’accordo con l’Udc verrà presto ufficializzato. Se così sarà allora è molto più probabile che Donnici e compagnia correranno con Casini e col Pdl e quel punto la farsa della linea anti-berlusconiana di Casini sarà più evidente e il Pd non vincerà le regionali in linea con l’ipotesi inciucista, accaparrandosi la poltrona del sindaco di Reggio.


Per concludere: Il Pdl rimane il cavallo vincente (per la Regione), gli accordi e gli inciuci, provati dai passaggi da un partito all’altro sono determinanti per il risultato delle elezioni e quindi per le sorti dei cittadini calabresi, nella sua intervista per Annozero Angela Napoli ha già messo in guardia i calabresi e i partiti, ma il gioco delle tre scimmiette non sembra affatto concluso.