Un pensiero all'Iran

iran_manifestazione

Questo post è stato già pubblicato nel mio vecchio blog.

Me lo ha sempre ripetuto mio nonno: «in qualsiasi gruppo c’è sempre una pecora nera!». Infatti questa mattina mentre aspettavo insieme ad altre 30 -40 persone l’apertura dell’ufficio dell’agenzia delle entrate un signore voleva fare il furbo ed entrare tra i primi nonostante fosse arrivato per ultimo. Qualche buon signore gli ha ricordato che ci siamo organizzati con dei bigliettini fai-da-te proprio per evitare casini, ma lui non ne volva che sapere..Alla fine credo sia entrato tra gli ultimi, ma sempre pecora nera è rimasto.

È sempre così, c’è sempre qui vuole essere più furbo, o si crede tale. C’è poi chi approfitta di alcune situazioni particolari per fare “caciara”, per il semplice gusto di farlo. Succede questo anche nelle manifestazioni, quelle studentesche, quelle dei lavoratori. Manifestazioni pacifiche, che spesso per colpa di qualche “facinoroso”, di qualche “infilitrato” si trasformano in «scontri». Ne basta uno, per far partire il manganello, le cariche, i lacrimogeni.

Succede in Italia, nel mondo, anche a Teheran.

Il 12 giugno si sono svolte le elezioni e secondo i dati ufficiali Ahmadinejad avrebbe ottenuto il 62,6% dei voti contro il 33,8% di Mousavi. Dalle denunce di di brogli si sono organizzate manifestazioni per chiedere l’annullamento delle elezioni (in alcune zone risulta che abbiano votato più del 100% degli aventi diritto) e ancora oggi si continua a scendere per le strade.

Francamente Mousavi è una persona dalla posiziona alquanto ambigua e nutro molti dubbi sulla sua personalità, anche se ha portato temi importanti nel suo programma; ma è comunque un “complice” di questa repubblica islamica così per come la conosciamo.

Non capisco perché negli ambienti di sinistra si cada come in una rete dei pesci, in una spadara, per interderci. Su alcuni siti simpatizzanti di sinistra o meglio del PCI, scrivono che gli studenti

«provocano reazioni repressive dello Stato con azioni aggressive e immediatamente denunciano presunte violazioni dei loro diritti di fronte ai media internazionali»

Sono decisamente meravigliato di alcune espressioni come questa; capisco le perplessità i dubbi, legittimi, ma questa frase è degna di etichetta berlusconistica. Durante le manifestazioni di questo inverno con il movimento dell’onda (che non è colorata) ci si indignava quando il governo ci etichettava come facinorosi, fannulloni, eccetera eccetera. Ce la mettevamo tutta a dimostrare che si trattava di un movimento pacifico. Ma nonostante la buona volontà messa si è arrivati lo stesso agli «scontri». Sono arrivati i boys dalle mazze colorate ed ecco che alla prima provocazione alcuni hanno risposto allo stesso modo,lanciando sedie e bottiglie. Così chi si stava avvicinando al movimento che era sempre in più in crescita iniziò piano piano a prendere le distanze.

Ricordo poi gli assedi sotto Montecitorio, occupando quelle vie strette che avevamo riempito ammassandoci tutti, quasi uno sopra l’altro. Ma la pecora nera c’è sempre: un gruppo di ragazzi si mise a provocare prima verbalmente e poi avvicinandosi, la polizia, che se minimamente avesse accennato ad una carica avrebbe causato il panico e probabilmente noi ci saremmo calpestati tra di noi viste le vie strettissime in cui ci trovavamo. Quindi aveva ragione chi diceva che il movimento era un movimento provocatori ? No, ma è normale che ci siano anche persone che approfittano di grossi eventi per “provocare”.

Ora, leggere nelle note dei partiti della sinistra extraparlamente, che non era assente nelle manifestazione contro la legge 133, che gli studenti di Teheran provocano, mi fa pensare male. Anche perché non capisco come si fa ad assodare fin da subito che sia legittima l’elezione di Ahmadinejad.

L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che l’attuale presidente iraniano possiede un atteggiamento anti-americano, o meglio anti-imperialista. E va bene! Ma come fate a meravigliarvi quando gli studenti lo chiamano “dittatore”? Uno che censura il web e i cellulari, limitando le comunicazioni con l’esterno cos’è? Uno che fa arrestare bloggers e giornalisti, è un democratico?

È come se vorreste farmi capire che se domani uno mi ruba il portafoglio ed è anti-imperialista, non lo denuncio, mentre se è un noto filo-americano lo vado a denunciare.

Molti tra i manifestanti sono filo-occidentali, e molti altri no. Ho letto di tutto su internet a proposito delle notizie filtrate da Twitter dagli iraniani e deduco che molti ancora non hanno capito come è fatta la rete.

Twitter è stato usato anche dalle forze dell’ ordine iraniane, per mandare falsi messaggi, anche questa è la natura della rete. Un blogger deve dare le notizie e quando necessario avvertire che vanno prese con le pinze perché non è certo delle fonti, o perché le notizie che gli arrivano cominciano a essere troppo confuse. Ma le notizie di questo genere vanno date, anche con le imprecisioni iniziali, poi si “sgrossano”.

Se ci fosse stato Mousavi al posto di Ahmadinejad sarebbe lo stesso, molti blogger avrebbero “twittato” e manifestato la loro indignazione, su internet e nelle strade.

So che la questione merita un ulteriore approfondimento, ma non condivido queste posizioni. Non posso condividerle se le elezioni sono palesemente taroccate.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

9 pensieri su “Un pensiero all'Iran”

  1. Cara amico..noi giovani iraniani stiamo sfidanado per avere i nostri diritti umani…che sia Ahamdienjad (ke secondo noi è quello peggiore che sempre mette a rischio la situazione del nostro paese) che con Mousavi (che da lui abbiamo domande da chiedere dal periodo degli anni 80)…noi SEMPRE rimaniamo a sfidare per ottenere i nostri diritti…Credo questo non vale solo per Iraniani,ma anke tutti cittadini del mondo per avare loro diritti umani devono rimanere a sfidare…Ti auguro una buona vita! Ciao

  2. Chi dice di stare con Ahmadinejad è nemico della democrazia.La posizione comunista, questa volta, è penosa. A volte è meglio il silenzio. Tutti a soccorrere l'Honduras (su questo sono d'accordo, come potrei non esserlo) per cercare di dimenticare velocemente chi, per una volta, è quasi amico.

  3. comprendo ogni motivazione…ma ho sempre qualche convinzione che nn mi levo…d'accordo sull analisi dei riformisti iraniani. su ciò che e sono e potrebbero rappresentare.ma vermanente nn comprendo perche deve trasparire un messaggio "meglio ahmadinejad che un altro"…che ahmadinejad usi modi e metodi da regime per trattare chi manifesta nn mi sembra un buon motivo per dire che è legittimo il voto che gli è stato dato..che senso ha ammettere 3 mln di voti in piu ma tenersi cmq la carica?perche arrestare giornalisti?blogger?che in iran siano state adottate chiare tecniche da p2isti è evidente…poi se vogliamo esprimerci sulle perplessità che ci vengono giudicando i "riformisti" iraniani è un'altra cosa ancora…

  4. «La povera gente si lamenta certo del potere eccessivo del clero shiita, magari vorrebbe anche più democrazia e diritti civili ma, dopo la lunga e fallimentare esperienza di Rafsanjani e Khatami, non abbocca più all’amo di quelle frazioni dominanti che vorrebbero utilizzare questo diffuso malcontento come piede di porco per ri-consegnare il paese alla nuova borghesia, per svendere le aziende pubbliche a rapaci e corrotti gruppi e affaristici privati. Essi, evidentemente, prima ancora che la “democrazia”, hanno a cuore la giustizia e l’eguaglianza.» si ok…ma..«preferiscono lo statalismo autoritario di Ahmadinejad alla democrazia dei capitalisti..» perche ci ostiniamo a chiamarlo statalismo autoritario?

Lascia un commento