Lettera aperta a Filippo Facci

Filippo_facci_berluschinoCaro Facci Filippo, anzi no, Caro Filippo Facci (suona meglio!),

tanto per iniziare farò finta in questo post che lei non scriva in un giornale di cui il presidente del consiglio ne è proprietario (seppur indirettamente). Leggo con molto piacere che lei del nostro sciopero se ne frega altamente; dico con piacere perché sinceramente scendere in piazza per ribadire il mio dissenso al ddl alfano, e a qualunque altro tentativo di bavaglio alla rete, in sua “compagnia” non mi avrebbe onorato.

Lei ritiene che quel famigerato comma del ddl alfano, che in sostanza equipara un blog a una testata giornalistica, sia giusto. Nessuno ha chiesto o chiede il diritto di diffamare, ma pensare che un blogger si equiparabile a un giornale è totalmente folle. Come si può pensare che 48 ore siano un tempo ragionevole per una richiesta di rettifica? Un blogger è generalmente “giornalista” (mi passi il termine), direttore ed editore del suo stesso blog, magari non ha costantemente accesso alla casella di posta per verificare la propria mail poiché è andato in vacanza e al suo ritorno potrebbe ritrovarsi a pagare tredicimila euro.

Noi caro Facci non vogliamo che la rete venga regolamentata da una soubrette che non usa nemmeno internet o da un attore che si annoia su youtube, vogliamo anzi che ci sia in vigore una vera e propria Carta dei diritti per internet.

Lei pensa che i blogger

vogliono continuare a poter fare l’accidenti che vogliono e quindi a scrivere e a ospitare qualsiasi «opinione» anche diffamatoria, qualsiasi sconcezza o tesi incontrollata e appunto declinata di ogni responsabilità.

Forse, durante la sua “frettolosa” carriera scolastica le sarà sfuggito quel famigerato articolo 21 della nostra Costituzione. Poi punta contro

l’anonimato dietro il quale milioni di cuor di leoni abitualmente lanciano sassate e nascondono la tastiera

La discussione su questo punto potrebbe richiedere più tempo. Ma sbaglia quando pensa che l’anonimato viene usato per diffamare, anzi quasi quasi mente. Se vuole la porto nel profondo sud del nostro Paese, le farò vedere realtà che nemmeno immagina, le farò notare cose che all’occhio distratto di un qualunque cittadino sembrerebbero normalità. Ci sono cose anche “banali”, forse non penalmente rilevanti, che nel caso si volesse raccontarle mettendoci nome, cognome, creerebbe non pochi problemi. Per questo motivo è maledettamente sbagliato sparare a zero contro l’anonimato in rete. Il tema va approfondito. Ma attenzione, perché all’iniziativa contro il ddl alfano abbiamo tutti messo la nostra faccia in rete, con il nostro nome e cognome.

Ma veniamo al nodo. Lei ha questo atteggiamento e viene screditato dalla rete, non solo perché ha avuto «l’impudenza di criticare Beppe Grillo», ma anche perché ha definito «sottoaccultarata»,o anche, «il peggio di questo Paese» gran parte degli internetiani.

Vede caro Facci se lei criticasse solo Grillo non gliene fregherebbe a nessuno, non sarebbe il solo. Pensi che si troverebbe in accordo persino con Veltroni anche su Craxi.

Lei deve ringraziare la Rete perché lo ha reso famoso, le sue frasi diffamatorie lo hanno reso famoso perché internet ne tiene traccia. Questo lo sa benissimo, sa quanto è ferrea la memoria della rete, ed per questo motivo che ha intimato Wikipedia che adesso alla voce Filippo Facci dice:

questa pagina è stata oscurata e bloccata a scopo cautelativo a seguito di minaccia di azioni legali contro i redattori della voce e/o Wikimedia. Verrà eventualmente ripristinata alla fine della vicenda che la riguarda.

Lei dice «che non ho mai querelato nessuno in vita mia né vorrei farlo» , e nemmeno la rete ha mai pensato di querelare Filippo Facci per le sue espressioni offensive.

Dall’inizio del post ho fatto finta che lei non scrivesse per il Giornale, ma se come contorno alle sue diffamazioni aggiungiamo anche questa nota, sorgono pesanti dubbi sulla sua presunta imparzialità.

Ah! Quasi dimenticavo: Enzo Biagi non piace solo ai vecchi e i deficienti. Io non mi sento né vecchio né deficiente.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

5 pensieri su “Lettera aperta a Filippo Facci”

  1. Ma possibile che questi giornalisti prezzolati che lavorano per il padrone, non riescono a capire,che la loro credibilità é uguale a zero ??. Ammesso che fossero imparziali (e questo per ciò che mi riguarda non é il caso di Facci) il loro destino é prendere il lauto compenso dal padrone, ed avere il marchio di servi e leccaculi,impresso dagli internauti.

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