Se sei africano brucia pure!

Nella piana di Gioia Tauro vivono centinaia di africani. Sono quelli che per arrivare nel nostro Paese hanno rischiato di morire, pensavano di andare in un posto migliore, un posto che gli riconoscesse più diritti.

Tra loro c’è chi dorme in mezzo alle campagne di aranceti e ulivi, coperti solo dalle foglie degli alberi in caso di pioggia e scaldati dal loro stesso fiato in caso di freddo. Alcuni provano a ripararsi costruendo un “tetto” di legno avvolto in un telone di plastica, altri invece hanno avuto la “fortuna” di trovare ospitalità in casolari abbandonati sempre nelle campagne e quasi un centinaio di loro vivono in una ex cartiera a Rosarno.

È avvenuto un incendio proprio nell’ex cartiera proprio qualche giorno fa, quattro ghanesi sono rimasti feriti e per le ustioni sono finiti all’ospedale. L’incendio gli ha tolto tutto ciò che avevano, sono rimasti senza niente, senza vestiti, senza scarpe. Oggi non avere una casa, guadagnare qualche spicciolo per poi mandarlo tramite Western Union alla propria famiglia è reato, se sei “clandestino”, se sei in cerca di un foglio di carta che ti consente di rimanere sei un delinquente. Basta semplicemente essere “in regola” per non essere un “clandestino”, basta che chi sfrutta la manodopera di questi africani gli riconoscesse ciò che a loro spetta di diritto. Basta poco!

Ecco io voglio capire come si trova un medico davanti a un migramte senza documento ustionato o che ha appena avuto un incidente. Voglio proprio capire se secondo le folle ragioni del governo è giusto denunciare questa gente, se è giusto mandarli in carcere perché colpevoli di non avere una casa. Oppure è giusto che se sei africano puoi anche bruciare vivo?

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

Lascia un commento