La piana di Gioia Tauro tra inceneritore, turbogas, discariche abusive e piccoli roghi. Che aria si respira?

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All’occhio di un passante la piana di Gioia Tauro da l’impressione di un territorio abbandonato, dimenticato da Dio.

Ai lati della strada vedo l’erba bruciata, dal sole e dall’uomo. Quella bruciata dal sole assume un colore giallo scuro, quella bruciata dall’uomo è ovviamente nera. In questo periodo per pulire i bordi e alcuni campi c’è chi  pensa bene di dare direttamente fuoco alle erbacce e a tutto quello che esse ospitano, ovvero bottiglie di plastica, buste, lattine, pacchetti di sigarette, cartoni della pizza, bottiglie di birra, vecchi bidoni arrugginiti, gomme che provocano fumo nero.

C’è qualcosa che non va nella piana. Come dicevo, ai bordi delle strade si vede molta spazzatura che è stata lanciata barbaramente dai finestrini, poi con l’arrivo di qualche “turista di ritorno”, ovvero emigrato, per le strade si sono moltiplicati i materassi vecchi, divani, scaldabagni, credenze, televisori, tutti oggetti sostituiti e che evidentemente si trovavano nelle case diventate ormai case vacanze . Basta farsi un giro per le strade e guardare con i propri occhi. Si trova di tutto e a volte si trovano delle vere e proprie discariche abusive, fumanti, dei piccoli inceneritori fai-da-te.

Tra il depuratore e l’inceneritore ormai si fa fatica a distinguere i profumi dalle puzze. Ci sono giorni che la puzza di spazzatura si sente a diversi chilometri di distanza sia dalla discaricha di Marrella, sia dall’inceneritore di Gioia Tauro. Oggi pomeriggio sono stato sotto l’eco-mostro e la puzza non mi ha fatto resistere per più di cinque minuti. Mi sono chiesto come si fa a lavorare con quell’odore terribile. Ma anche come facciamo noi ad inalare quell’aria irrespirabile e a non lamentarci.

A questo punto mi chiedo ancora quale sia la qualità dell’aria della piana di Gioia Tauro, vista la presenza, oltre che dell’incenritore, anche della centrale a Turbogas di Rizziconi. Me lo chiedo dato che quest’ultimo impianto in un primo momento era stato ritenuto dal nucleo VIA Regionale

Non comptaibile con l’ambiente ed il territorio interessato”

Un cittadino ha o no il diritto di sapere che aria sta respirando? Perché i siti dell’Arpa, in questo caso ARPACAL, una volta effettuate le rilevazioni, non riportano integralmente le relazioni in modo che siano consultabili liberamente da tutti i cittadini? Sarebbe un servizio utilissimo e sarebbe ancora meglio se si creasse una banca dati dei casi tumorali che pare siano in aumento i questa zona. Gli studi epidemiologici in altre regioni hanno dimostrato che esiste un nesso tra alcune patologie tumorali e l’esposizione alla diossina prodotta dagli inceneritori.

In Calabria si muore di tutto, di malasanità, di mare, di rifiuti.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

7 pensieri su “La piana di Gioia Tauro tra inceneritore, turbogas, discariche abusive e piccoli roghi. Che aria si respira?”

  1. vivo in un paese limotrofo a gioia tauro.. e h la ‘fortuna’ di vivere sulla mia pelle tutto qll che tu descrivi..
    ogni gg percorro quella strada piena di ebra fumante,piena d rifiuti vaganti molto più visibili di alcuni segnali stradali..ma sop tutte le sere,appe il sole va via e scende la sera..un odore MERAVIGLIOSO abbracia la mia casa,la mia terra,la mia vita,il mio futuro…
    dico il mio futuro..xk,ki lo sa mai che nel tempo il mio futuro nn venga compromesso da tutto cio’..
    Beh xo c’è da dire che x riprendermi dopo aver inalato qst odorino potrei andare a fare un bagno mare..
    Ma x nn farmi dimenticare che vivo nella PIANA DI GIOIA TAURO anche li trovo rifiuti di ttt generi,in acqua e fuori..
    I problemi sn tantissimi..
    l’unico modo x cambiare le cose e mandare la gentaglia a casa..è diventare noi il sistema che piace!
    noi,tt qst nn l’avremmo permesso!ne sn certa!

  2. Caro Damiano, credo che per “ovvi motivi” alcune informazioni (tumori, inquinamento dell’aria), vadano tenute nascoste..
    Nel caso da te descritto credo ci siano interessi economici diretti sull’inceneritore e sulla centrale a turbogas..
    Nel caso di Reggio invece c’è stata poca chiarezza sulla balneabilità delle acque da parte dell’Arpacal che dava informazioni “fuorvianti”.. (ci si può tuffare.. però potrebbe essere che…); tradotto: Reggio è una città turistica.. adesso anche “metropolitana” (per di più siamo quasi in campagna elettorale).. si potrebbe mai dire che i depuratori non funzionano e che la fogna scarica direttamente a mare???? NON CREDO PROPRIO!!!
    INTERESSI, INTERESSI E INTERESSI… E ALLA SALUTE DEI CITTADINI CHI CI PENSA???
    Sicuramente non gli amministratori delle nostre città!!! E’ ora di cambiare!!

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