Qualche domanda a Walter Veltroni

walter veltroni (panorama.it)

Non ho mai visto un politico dimettersi da segretario, sparire e poi ricomparire come se nulla fosse accaduto. Veltroni lo ha fatto ricomparendo con delle dichiarazioni su Bettino Craxi, ritenendo quest’ultimo un innovatore! Faccio molta fatica a comprendere l’ex segretario del pd, è più incompreso di Berlusconi.

Walter Veltroni, come italiano le chiedo: perché non ci spiega i motivi per cui ha lasciato l’incarico di segretario del Pd? Le motivazioni per caso sono nel suo ultimo libro?

Lo scorso 27 agosto ha dichiarato che tutti i mali di questo Paese non sono implicabili solo a Berlusconi. Ha anche detto che

La mafia, la camorra, la ‘ndrangheta non sono una questione legata al governo che c’e’, ma riguardano il modo di essere di questo paese e il rapporto tra politica, pubblica amministrazione, un certo tipo di impresa e i poteri criminali.

Ma non le sembra che l’essere dell’Italia sia altamente condizionato dalla televisione (berlusconiana soprattutto) che produce film che rendono figure come quella di Totò Riina addirittura affascinanti? Molti giovani si ispirano oggi al Capo dei Capi, cosa ne pensa lei della mafia-cinema odierna, vista la sua passione per il cinema?

Le porgo queste domande perché Berlusconi vuole passare alla storia come colui che la mafia l’ha sconfitta. Proprio lui che fa sedere tra i banchi del Parlamento condannati per mafia? Lui che in casa ha ospitato un mafioso come Vittorio Mangano definendolo generosamente «eroe» per il suo comportamento omertoso?

Le questioni mi sorgono spontanee perché in questo Paese le cose mi sembra che girino al contrario. Pino Masciari, testimone di giustizia, dopo aver aiutato lo Stato, è costretto a lasciare definitivamente la Calabria. Giulio Cavalli, un  attore, vive sotto scorta per manacce mafiose e non in Calabria o in Sicilia, ma neppure in Campania, bensì in Lombardia. Nonostante ciò gli amministratori lombardi non si preoccupano più di tanto e negano la presenza mafiosa nella loro regione.

Porgo le domande anche a Dario Franceschini e a tutto l’ “apparato” del PD, ma principalmente a lei visto che dalla sua nomina a segretario ha avuto più di due anni per trattare questi temi e invece ne parla solo oggi, mentre pubblicizza il libro.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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