ANNOZERO PUÒ RICOMINCIARE MEGLIO

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Alla fine Annozero è ricominciato con Marco Travaglio, “ospite”, che ha fatto il suo editoriale a metà puntata.

La puntata è iniziata con il “Prima di Annozero”, un editoriale di Michele Santoro che ha ripercorso in breve i problemi legati alla messa in onda del suo programma, della presenza di Travaglio e ha fatto una altrettanto breve riflessione sul «diritto di essere diversi». Solo a pensare che Santoro sia dovuto intervenire con il pre-puntata ricordando che lui e lo staff di annozero fanno questo mestiere per passione è triste. Dovrebbe essere normale sapere che chi fa giornalismo di inchiesta lo fa per tenere viva e sana la democrazia, ma a quanto pare quello che spesso diamo per scontato così non è.

La puntata è iniziata con due video (“inediti” per il telespettatore medio che non ha aperto youtube), Berlusconi e Brunetta che a sentirli parlare qualcuno si sarà trovato compiaciuto (elettore quotato pdl) e qualcun altro si sarà certamente chiesto da chi viene rappresentato. L’editoriale di Marco Travaglio su Giampi Tarantini ed i suoi rapporti con Berlusconi ed esponenti del centro sinistra è stata una vera e propria dimostrazione di come su questa vicenda c’erano e ci sono aspetti più che pubblici. Le sole dichiarazioni dello stesso Tarantini, lette al tg1 ad esempio avrebbero fatto percepire un senso diverso dell’inchiesta agli italiani “serviti” da Minzolini che invece ha fatto passare tutto per gossip. È stata anche trasmessa l’intervista di Miguel Mora (del quotidiano El Pais) a Patrizia D’Addario, dove  lei stessa racconta della candidatura ricevuta in Puglia dopo aver avuto un rapporto sessuale con Silvio Berlusconi e delle promesse a lei fatte dal presidente del consiglio. Questioni note e stranote agli utenti della rete, che certo non hanno faticato a trovare queste notizie e hanno provato a diffonderle.

Non poteva mancare un’intervista a Vittorio Feltri che alle domande di Corrado Formigli sul presunto casellario di Dino Boffo che riportava informazioni sull’orientamento sessuale dell’ex direttore dell’Avvenire, sembrava essere poco preciso e non ricordare come e cosa avesse scritto nel suo articolo. Non ha fatto certo una gran figura.

Nello studio c’era l’onorevole Italo Bocchino, promotore della lettera degli ex An a Berlusconi. Bocchino, di sicuro meno bravo di Niccolò Ghedini a difendere il presidente del consiglio, con i suoi ragionamenti mi ha fatto dubitare sulla sua intelligenza quando ha paraganato Kennedy i suoi rapporti con altre donne con Silvio Berlusconi. A ricordargli che Marylin Monroe non sia stata candidata ci ha pensato Marco Travaglio e a questa affermazione Bocchino risponde con «tu che preferisci ad un morte sospetta o essere candidata?» Una frase sulla quale sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

Durante la puntata Enrico Mentana, che è intervenuto di rado, dice più volte che il problema è dei giornalisti e che se uno subisce una censura la deve raccontare. Condivisibile, il suo pensiero!Mentana nel suo ultimo intervento pensa di poter mettere d’accordo tutti sul fatto che Berlusconi dovrebbe ritirare alcune sue frasi sui giornalisti italiani.

Peccato che Mentana si sbagli di grosso, visto che le querele rimangono, ma soprattutto che Berlusconi ci avrebbe pensato da solo fra qualche giorno, o settimana, smentendo sè stesso come suo solito.

La puntata doveva trattare il problema dell’informazione, la televisione rende tutto più comlicato, gli spazi sono decisamente brevi e le parole vanno dosate col contagocce. Ma c’è da pensare anche la “tensione” con la quale la  puntata è stata preparata.

Queste sera poteva andare meglio e poteva essere gestita meglio, ma speriamo in un maggiore approfondimento.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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