COMPROMESSO E INDIFFERENZA O FRESCO PROFUMO DI LIBERTÀ?

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Qualche giorno fa Salavtore Borsellino in un’intervista al Corriere si esprimeva così:

«La gente, in Italia, si trova meglio a stare nel puzzo del compromesso e della indifferenza piuttosto che sentire il fresco profumo di libertà. Forse siamo un Paese fatto di gente abituata a tenere la testa per terra con qualcuno sopra che ce la schiaccia. Siamo un Paese schiavo di un potere che facendo strage della nostra Costituzione, che sta distruggendo l’indipendenza dei poteri e che sta togliendo ai magistrati e alle forze dell’ordine i mezzi per poter esercitare le loro funzioni. Siamo uno Stato che con lo scudo fiscale sta facendo del puro e semplice riciclaggio di Stato con la garanzia dell’anonimità. Che cos’altro le devo dire?»

Domani ci sarà una nuova manifestazione delle Agende Rosse, manifestazione ideata come continuazione della lunga marcia del 19 luglio 2009 al Castello Utveggio. Il messaggio di Salvatore Borsellino è stato colto da molti cittadini grazie a internet e sono in tanti coloro che lo aiutano a diffondere il suo grido di Resistenza tramite la rete e incontri in giro per l’Italia. C’è una cosa ch si rende necessaria domani, ovvero il passaggio dalla piazza virtuale, nella quale ogni giorno ci scambiamo informazioni e documenti, a quella reale.Passaggio più che necessario per collegare le due piazze. Per chi ancora non lo avesse capito, internet è solo un mezzo che ci permette di raggiungere meglio il fine. Il fine è quel fresco profumo di libertà di cui parlava il giudice Paolo Borsellino, ed è un profumo che tutti vorremmo sentire ed assaporare, ma per farlo non basta stare dietro al pc e diffondere le notizie o indignarsi pigiando i tasti della tastiera. Tutto questo è necessario, è vero, ma la partecipazione non deve mancare. La rete ci sta aiutando moltissimo, i giornali parlano delle stragi e magistrati come Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato, Sergio Lari, devono poter continuare a indagare e scoprire chi sono le cellule mafiose che si sono infiltrate nello Stato e hanno fatto versare il sangue di persone oneste negli anni 90. Questa non deve essere una battaglia di Salvatore Borsellino, deve essere una battaglia degli italiani onesti che vogliono che si applichi la Costituzione, una battaglia degli italiani che non vogliono la mafia nello Stato.

Domani, quindi, fate riposare i vostri computer, accostate la vostra tastiera e scendete in piazza, sempre se non vi trovate meglio nello stare nel puzzo di compromesso e indifferenza.

Il programma di domani 26 settembre lo trovate qui.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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