Rizziconi Energia non doveva nascere

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di Damiano Zito e Antonino Dimitri De Luca

Quella di Rizziconi Energia sembrava una bella storia. In paese si pensava finalmente ad una svolta di modernità con la costruzione di una centrale elettrica. Ma una parte della popolazione ha subito nutrito delle forti perplessità sulle conseguenze del funzionamento di una centrale alimentata a gas naturale. Furono allestiti molti dibattiti sulla necessità di una centrale elettrica sul territorio, addirittura una delegazione di rizziconesi andò in trasferta in Francia per visionare di persona una centrale a turbogas.

Le perplessità scemarono misteriosamente da un giorno all’altro, e furono sostituite dalla solita frase di giustificazione: “La centrale elettrica porterà molto lavoro per i rizziconesi. Che bello!”

Finalmente c’è qualcuno che dai palazzi romani si interessa di questo piccolo paesello nel cuore della piana.”

Nel 2006, la centrale entra pienamente in funzione, si festeggia, si è contenti di possedere questo gioiello di modernità nel proprio territorio, ci si sente quasi orgogliosi rispetto ad alcune zone della Campania dove la popolazione protesta se una discarica gli viene costruita sotto casa, dove il governo ha dovuto inviare l’esercito per raffreddare i focosi animi dei napoletani.

Nella piana di Gioia Tauro invece regna la civiltà e l’ordine. Per carità! Inutile ricordare la devastazione ambientale del territorio che è sotto gli occhi di tutti ma che solo alcuni riescono a vedere.

Le centrali a turbogas in Calabria sono oggetto di indagine del sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Pier Paolo Bruni, che indagando sulle anomalie di concessione alla costruzione della centrale di Scandale si imbatte in altre anomalie provenienti dall’autorizzazione alla costruzione della centrale di Rizziconi. Anche se in corso di svolgimento, le indagini hanno già dato ottime indicazioni. Il punto centrale della questione lo possiamo riassumere dal decreto a norma dell’art. 247 c.p.p. emesso dal dott. Bruni.

Il Nucleo di Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) regionale (composto da membri esperti), il 15/12/2003 ha espresso parere sfavorevole nei confronti di Rizziconi Energia. Secondo tale parere la scelta progettuale e le specifiche tecniche avrebbero determinato alterazioni ambientali, seppur limitate, non reversibili nel tempo; a livello occupazionale non avrebbero apportato modifiche e anche se la centrale non fosse stata costruita non ci sarebbe stato nessun deficit di produzione elettrica rispetto alla richiesta su rete regionale interna.

Effettivamente bisogna ricordare che la Calabria è una regione che secondo i dati Terna, produce energia con un surplus del 42%.

Il parere negativo è stato poi stravolto, come si legge dal decreto, da Lemma Domenico redigendo o in ogni caso ordinando la redazione da parte della Direzione ambiente della Regione Calabria da lui diretta di uno studio di comparazione sulle proposte di realizzazione di centrali termoelettriche a cogenerazione nella piana di Gioia Tauro. Stravolge il sopra detto giudizio del Nucleo V.I.A del 15.12.2003, deliberando arbitrariamente in favore della Rizziconi Energia la compatibilità ambientale in danno della Calabria Energia s.r.l., così favorendo l’iter per il rilascio da parte del Ministero delle Attività Produttive dell’autorizzazione unica alla Rizziconi Energia. Sempre secondo quanto si legge dal decreto così facendo, Lemma ottiene dal Chiaravalloti Giuseppe, la nomina a Direttore Generale della Regione Calabria.

Forse le perplessità che prima erano sorte a qualche cittadino riemergono.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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