La censura di “Uccidiamo Berlusconi”

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Il dibattito sul gruppo “Uccidiamo Berlusconi” ha animato molte discussioni in Rete e fuori. È una delle poche volte che un gruppo di persone riesce ad emergere fuori dal contesto virtuale e finisce su quello televisivo e credo che questo episodio finirà per essere usato come pretesto per ogni azione di controllo su internet.

Le dichiarazioni del ministro Alfano, di altri esponenti del Pdl, del Pd (Letta) non sono affatto rincuoranti per la rete, specie se saltano fuori nuovamente Gabriella Carlucci e Giampiero D’Alia con l’intenzione di disciplinarla. A parte il fatto che il gruppo non avrebbe nessun senso, ho trovato molto più idiota il solo pensare che chi si iscrive a un gruppo possa commettere un reato. Non mi sembra che i gruppi terroristici si identifichino con nome e cognome e si schedino su facebook. Su internet si trovano molte stronzate. Facebook ne è pieno, questo lo sappiamo, e il gruppo su Berlusconi non è l’unico ovviamente.

Quando navigavo le prime volte su internet e partecipavo nei forum c’erano alcune regole da rispettare come il saluto, scrivere minuscolo, usare un linguaggio non scurrile e tante altre regole che se venivano violate si rischiava di essere segnalati e quindi bannati dagli amministratori. Certo non si veniva denunciati. Semplicemente venivano (e vengono) rimosse le discussioni per non avere rispettato le regole. Nei forum poi si trovano sezioni di libero sfogo create appositamente per cazzeggiare, dire parolacce, scrivere in maiuscolo e quel che si vuole.

Concentriamoci sul gruppo. Secondo me un titolo come “Uccidiamo Berlusconi” (non è felice) va contestualizzato di caso in caso, perché un titolo del genere potrebbe essere usato per attirare l’attenzione (forse non è giusto, ma non è di questo che stiamo parlando). Nella descrizione si potrebbe scrivere che si è usato un titolo per ricevere più visite, che in realtà non si vuole istigare alla violenza e l’autore o gli autori del gruppo anche spiegare che stanno cercando di fare un video, un film, un fumetto, e hanno immaginato cosa potesse accadere se un gruppo di persone pensasse di uccidere Berlusconi e il titolo del gruppo è quello dell’opera. Lo censurereste? Un po’ come il film su Bush, “Death of a president“, che sollevò questioni ma non fu censurato.

La cosa che mi preoccupa non è una censura da parte di facebook, che forse c’è stata visto che ieri sera quando mi sono iscritto il gruppo si chiamava “Uccidiamo politicamente Berlusconi”, non mi preoccupa nemmeno una eventuale censura autorizzata dalla magistratura qualora questa avesse scoperto una vera organizzazione “terroristica”. Il mio unico grande problema è che la censura la compiano chi dovrebbe essere censurato dalla rete e dai giornalisti, ovvero i politici. Non posso pensare che se Alfano, o Maroni, domani decidesse di far chiudere un gruppo o un blog questi vengano chiusi senza se e senza ma. Credo che a verificare se una frase, un post, un commento, costituisca reato sia la magistratura che appunto ha il compito di far rispettare le leggi e non il Governo che invece le deve applicare né tantomeno il Parlamento che invece le leggi le fa.

Riassumendo:

  • Se facebook decide di “censurare”, modificare, spostare un qualunque contenuto non me ne frega niente. È come nei forum, anzi, su facebook è più facile segnalare abusi che non mancano mai.
  • Se qualcuno pensa di denunciare perché si sente diffamato, minacciato, non deve essere il governo o il parlamento a decidere la chiusura di un sito, gruppo o contenuto. Le leggi in merito esistono già e la magistratura può verificare che queste siano rispettate.

Berlusconi, ma qualunque presidente del consiglio, necessita di una sua protezione, questo senza ombra di dubbio. Purtroppo mi è solo parso che in questi giorni Berlusconi avesse solo bisogno di “conforto” dopo i colpi subiti, quindi ecco il bigliettino delle brigate rosse, palesemente falso e di cattivo gusto ed infine la polemica su internet considerato pericoloso perché si è scagliato contro il premier.

Guido Scorza si auspica un dibattito su un confronto per stabilire regole, confini entro i quali un utente possa sentirsi libero di usare la rete. Anch’io avrei voluto che accadesse questo ma per come sono andate le cose ho la vaga impressione che quanto prima questo caso sarà usato come pretesto per giustificare atti censorei. I parlamentari al posto di affacciarsi nella rete e cercare di chiederci consigli, capire i meccanismi, pensano a chiudere, imporre limitazioni a casaccio.

Io mi batterò sempre affinché ci siano spazi come quelle sezioni dei forum dove tutti possano accedere e sapere che lì possono dire quel che vogliono.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

Un pensiero su “La censura di “Uccidiamo Berlusconi””

  1. penso e trovo vergognoso di parlare di politica, i ragazzi d’oggi fanno fatica a seguire questo schifo di politica,senti solo parlare di fare leggi per salvare il marcio che silvio berlusconi a costruito negli anni d’oro (craxi) e ormai si nota come quello che si dice sul premier e tutta verita’ , basti pensare il fuggi fuggi e l’assenza dalle aule dei tribunali ,prima di entrare in politica silvio era un grande maestro nel riciclare il nero ,poi qualcuno(craxi)gli disse ,se vuoi salvarti dal marcio che abbiamo costruito insieme,devi solo entrare in politica e’ cosi troverai gente come noi(ladripolitic). e cosi fu’ popolo italiano svegliamoci o sara molto tardi. invece di pensare alla crisi ,si pensa i problemi di silviuccio…..

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