Università: Luigi Frati prepara i pacchetti vacanza per i fuori corso della Sapienza

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Dario Martino scrive su il Tempo che i laureati nelle università romane sono leggermente in aumento. Sia a Roma Tre che a La Sapienza fa eccezione, però, la facoltà di Ingegneria che registra un calo (stando agli ultimi dati disponibili). Ingegneria comunuque rimane una delle facoltà più gettonate, ma con un elevato numero di sudenti fuori corso, che in totale alla Sapienza sono circa 54 mila.

Il giornalista, ha anche intervistato il rettore della Sapienza, Luigi Frati, che fa sapere di avere introdotto un “percorso agevolato” per gli studenti che intendono terminare la strada intrapresa; un percorso che sarà diversificato come i «pacchetti vacanza» – fa sapere – «a seconda degli obiettivi che si voglia raggiungere».  Il pacchetto vacanza di Frati consiste appositi corsi di tre anni che vedranno anche la figura di un tutor. Chi non sarà in grado di superarli vedrà aumentare anche del 50% la tassa universitaria. Ma chi sono questi tutor? In tre anni di università ho avuto la fortuna di vederne solo uno, un ragazzo che ci ha “assistiti” per meno di dieci lezioni, ovvero fino a che ci sono stati i soldi per pagarlo.

Viene quasi da pensare che quelli di Frati siano solo spot dopo che il ministro Gelmini ha “bocciato” la Sapienza riducendo così i fondi al primo ateneo romano. Effettivamente nel nuovo metodo Gelmini, il numero di studenti fuori corso è considerato un criterio di valutazione per destinare fondi agli atenei virtuosi. Così a Frati e gli altri rettori degli atenei bocciati, non resta che rimboccarsi le maniche, farsi belli con Mariastella Gelmini e cercare di recuperare.

Questa dovrebbe essere la “mossa” che consentirà di far diminuire il numero di studenti fuori corso. Sarà, ma non ne sono certo, perché c’è qualcosa che Frati non dice nell’intervista. In questi giorni ha mandato una mail ai professori dove chiede di fare una specie di campagna per incentivare gli studenti fuori corso ad iscriversi al nuovo ordinamento che entra in vigore quest’anno ovvero l’ordinamento del decreto 270/2004 del ministro Mussi.

Fatta la legge trovato l’inganno, avrà detto Frati! La nuova legge cancella definitivamente il fuori corso, quindi se tutti o la maggior parte dei fuori-corso decidessero di passare al nuovissimo ordinamento avrebbero una vita accademica nuova di zecca. Certo non è facile convincere 54 mila persone ma Frati ci prova. Farli passare tutti d’ufficio sarebbe una palese porcata e non è nemmeno così semplice, perché passare da un ordinamente all’altro vuol dire che alcuni corrono il rischio di perdere crediti già accumulati o addirittura che ne debbano recuperare. Se ad esempio uno studente durante la carriera universitaria ha sostenuto un esame di Fisica da 5 crediti, con il nuovo ordinamento dovrebbe sostenere Fisica da 9 crediti, perciò mancherebbero all’appello 4 crediti, da recuperare con prove orali e/o scritte o comunque a discrezione del professore. Dipende dalle regole che ogni consiglio d’area stabilisce. Se invece ha già sostenuto l’esame 12 crediti, facendo il passaggio ne perde 3.

54 mila studenti dovranno scegliere tra un pacchetto vacanza di tre anni con guida turistica (vedi tutor, figura introvabile), passare di propria volontà al nuovissimo ordinamento o rimanere allo stato attuale.

Nel primo caso sembra più una trovata per camuffarela reale intenzione di convincere gli studenti ad effettuare il passaggio all’ordinamento Mussi. Questa trovata, tra l’altro ha dei costi, a meno che i tutor non impartiscano lezioni gratis, e visti i conti in rosso della Sapienza ci credo davvero poco a questa vacanza!

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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