Arresti Cosentino? Secondo Elio Belcastro è tutto inventato da una certa Magistratura!

La vicenda dell’onorevole Cosentino, il  «candidato dei boss» è nota  ai più attenti sin dallo scorso agosto del 2008, quando l’Espresso pubblicò per la prima volta le dichiarazioni dei pentiti della camorra napoletana che rivevalano come Nicola Cosentino fosse a «disposizione» dei casalesi.

I giornalisti Gianluca di Feo ed Emilio Fittipaldi che si occuparono per primi della vicenda, si meravigliano come

«lo stesso Paese che si mobilita contro i piani camorristici per uccidere Roberto Saviano, non si scandalizza per la poltrona occupata da un politico di Casal di Principe che cinque diversi pentiti hanno indicato come “a disposizione dei casalesi»

espresso_cosentinoLe accuse e le dichiarazioni dei pentiti, sono piene di particolari e raccontate nel dettaglio, certo è che queste vanno prese con le pinze. Ciò però non vuol dire che non vadano raccontate. Nonostante il gip abbia richiesto gli arresti, il deputato di Casal di Principe non si è ancora dimesso. Lo scorso gennaio Cosentino è stato salvato dal Partito Democratico dopo che la stessa opposizione aveva presentato una mozione (firmata da esponenti di Pd,Idv,Udc) che chiedeva all’onorevole di dimettersi,ma grazie agli assenti e agli astenuti del pd che non hanno votato la mozione è stata respinta.

In molti si chiedono come voteranno i parlamentari per le richieste di arresto nei confronti di Cosentino. Elio Belcastro del Movimento per l’Autonomia (MPA) ha dichiarato che

«Per quanto mi riguarda, coerentemente non daro’ mai autorizzazione a procedere contro chiunque venga chiamato in causa per concorso esterno in associazione mafiosa»

elio_belcastroSempre secondo Belcastro «troppa gente e’ stata perseguita dalla Magistratura per questa ipotesi di reato, inesistente nel nostro Codice Penale ed inventato da certa Magistratura che ha sinora creato soltanto confusione ed ingiustizie».

Elio Belcastro è un avvocato penalista della piana di Gioia Tauro e pertanto dovrebbe conoscere bene il problema delle associazioni mafiose. Belcastro infatti, è stato sindaco di Rizziconi per quasi due anni, dopo che il comune è stato sciolto proprio per infiltrazione mafiosa nel luglio del 2000. Attualmente Rizziconi è sciolto per le dimissioni dell’ex sindaco Girolamo Bello, ma lo scorso marzo si è insediata una commissione di accesso per verificare eventuali condizionamenti mafiosi. È vero anche che della relazione stilata dai tre commissari inviati dal prefetto di Reggio Calabria al momento non si sa niente, anche se per il quotidiano locale Calabria Ora pare che la relazione sia al vaglio di Maroni già dalla scorsa estate.

Tra l’altro le ultime vicende giudiziarie di Rizziconi hanno dimostrato come ormai il confine tra mafia e politica non esista più. Lo stesso comune di Gioia Tauro è attualmente sciolto per condizionamento mafioso e la lista si allunga aggiungendo gli altri comuni che nella piana non hanno un sindaco.

Se quindi Belcastro pensa che quello del concorso esterno in associazione mafiosa, sia frutto di una invenzione da parte di una certa Magistratura, che ha da dire dei comuni che sono stati sciolti perché infettati da camorra, ‘ndrangheta e mafia? L’elenco è lungo, dal 1991 ad oggi sono più di 180.

L’elenco letto di questi comuni sciolti è letto qui da Roberto Saviano e lo riporto di seguito a questo post.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

5 pensieri su “Arresti Cosentino? Secondo Elio Belcastro è tutto inventato da una certa Magistratura!”

  1. (Pubblicato da http://www.dituttounblog.com)
    L’avvocato dei boss nella Commissione parlamentare antimafia

    «La fuga del deputato Elio Belcastro dal Movimento per l’Autonomia di Lombardo ha coinciso con una sua improvvisa loquacità, mai applicata in Parlamento, sui pessimi esami di Di Pietro, riveduti e corretti dal giudice Carnevale, al concorso per la magistratura.
    Belcastro, avvocato calabrese nato a Grotteria, nell’entroterra aspromontano, già sindaco di Rizziconi piccolo paese della Piana di Gioia Tauro, sposato e separato, è mulatto (ha il sangue nord-africano di sua madre nelle vene) ma non ha speso molte parole di difesa per gli immigrati sfruttati di Rosarno, nella sua zona di elezione. Benché lui e sua sorella siano stati gli avvocati di fiducia dei Mammoliti, potente famiglia della ‘ndrangheta, Belcastro è membro della Commissione antimafia, osservatorio privilegiato dei dati e delle strategie delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata. È ispiratore e primo firmatario di una proposta di legge per la inapplicabilità e cessazione degli effetti di misure di prevenzione a seguito di sentenza irrevocabile di proscioglimento. Così, un mafioso acclarato, pur assolto da qualche specifica imputazione, non dovrebbe subire più controlli di polizia, né limiti di circolazione, né sequestro di beni. La proposta di legge è ferma in commissione.
    Di Belcastro si hanno scarne notizie biografiche: una sua debolezza iniziale per la Destra missina seguita da una piccola carriera di amministratore comunale con il PSI, infine la sua conversione al verbo dell’autonomia sudista. Studiò dai Salesiani a Messina, ma non sarebbe stato uno stinco di santo; infatti, avrebbe confessato a Jole Figliomeni (prima dei non eletti del Movimento per l’Autonomia in Calabria alle ultime elezioni politiche, dirigente nazionale di questo partito) di essere stato un giovane border line, di cattive azioni e di cattive frequentazioni. Figliomeni, irritata per il suo tradimento politico, ha riferito a un giornalista i particolari delle sue trasgressioni.»

  2. Lunedì 9 aprile alle ore 21,53 ho postato sulla mia bacheca Facebook il link di Repubblica .it “Cosentino, inviata alla Camera richiesta di misura cautelare” Il mio sottotitolo era ” Vediamo ora quale mercato si apre per aiutarlo in modo bipartisan”.
    Il PD troppe volte si sottrae alle sue responsabilità(vedi Latorre) e non vorrei che anche questa volta si adoperi per trovare una scappatoia a questa richiesta. Come dire: oggi io faccio un favore a te , domani tu fai un favore a me.

Lascia un commento