Autoscatto nella società: cinema, teatro e televisione

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Se provate ad andare in teatro, di sicuro all’entrata non troverete la fila che invece tanti giovani il sabato sera fanno davanti ai locali per potersi divertire quelle due o tre ore tra musica e cocktail al costo medio di 10-15 euro (se va bene).

Il teatro costa, e pure tanto. A volte quanto una serata in discoteca, a volte di più. Assistere ad uno spettacolo può costare anche fino a 25 euro, sempre con il rischio che la messa in scena non ti sia piaciuta. Tanto vale, andare al cinema, spendere 4 euro con lo sconto e gustarsi il film che bello o brutto non è certo costato quanto il teatro. Certo, se non hai la tessera studenti (diversa per ogni cinema), o se è fine settimana anche il cinema diventa più caro. Sono 7 euro e 50, mica pochi! Quindi meglio rischiare  poco e andare a vedere il cine-panettone, quello che due risate alla fine della pellicola ce le strappa sempre.

Ma cosa è più bello, il cinema o il teatro? Dipende. Il cinema è proiettato su uno sfondo bianco, il teatro è reale, vivo, a volte nudo, altre crudo, ma pur sempre in diretta. Alcune emozioni che potrebbe dare uno spettacolo teatrale non le da un film, come certe emozioni che può dare un film non le da spettacolo teatrale. Quindi capita che delle volte piaccia di più l’uno piuttosto che l’altro.

Ma quanti oggi vanno ancora al cinema e quanti invece al teatro? Pochi, altrimenti non si spiega la diminuizione del pubblico cinematografico e teatrale. Anche la televisione non offre chissà quali contenuti. Siamo continuamente martellati da quiz e show televisivi dove la gente partecipa con la speranza di vincere qualche soldo. Il livello cinematografico è quello di fiction e serie televisive dove i ragazzini di 12 anni sono come quelli di 25, è tutto finto, appunto. Ogni tanto Bud Spencer e Terence Hill e poi un Brokeback Mountain censurato. Sono scomparsi i Pasolini dalla televisione. Al loro posto possiamo trovare “uomini e donne” dal colore nero-lampada, “amici” che alzano la voce, gli Sgarb(i)ati che urlano e insultano, i Papi che offrono soldi in cambio di un giro, i Fede(li) servitori e ogni tanto qualcuno che Striscia, e poi tutti a scandalizzati per “la notizia“.

Le nostre settimane sono omologate come la televisione. Persino le domeniche, quando al mattino ci alziamo e diciamo a tutti “Buona Domenica” , e poi via con la lente di ingrandimento sul reality show.

Il pomeriggio lo passiamo al Centro,quello Commerciale, e ci stiamo fino a tarda sera ed anche se non ne avevamo bisogno il nostro carrello lo abbiamo riempito, con qualcosa che forse è in eccesso, ma che riteniamo sia meglio avere. E se facciamo i conti spendiamo più di un sano spettacolo teatrale o cinematografico che forse ci avrebbe indotto in qualche spunto di riflessione.

Nella foto, l’autoscatto di Stanley Kubrick.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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