L’acqua era un bene comune: in Calabria i comuni morosi vengono minacciati

privatizzazione-acquaLo scorso 19 novembre l’Italia ha fatto il primo passo che la porterà ad essere il primo paese in Europa a privatizzare l’acqua. Con l’approvazione del decreto Ronchi, un bene comune, “fondamentale alla vita” (lo dice anche papa Ratzinger), è diventata una merce con la quale fare profitto (QUI puoi leggere come hanno votato i parlamentari). La gestione del servizio pubblico viene affidata a una società mista (in parte pubblica, in parte privata) in cui il socio privato possiede non meno del 40% ed è socio “industriale”. In Calabria la gestione dell’acqua è stata affidata dal 1 novembre 2004 alla Società Risorse Idriche Calabresi, ovvero alla Sorical spa. La sua composizione è per il 53,5% pubblica, mentre la parte restante è della multinazionale francese Veolia, che in Calabriae in tutto il mondo fa affari con acqua e rifiuti. Con la gestione Sorical le tariffe sono aumentate (circa 30%) e quando Luigi De Magistris era P.M. a Catanzaro, alcuni dirigenti della società sono finiti sotto inchiesta insieme ad imprenditori e dirigenti locali perché gli appalti della Sorical venivano affidati sempre allo stesso gruppo di società, con i medesimi interessi. Sotto inchiesta finì anche l’ex amministratore delegato della Sorical, Raimondo Luigi Besson, già arrestato durante l’inchiesta che coinvolse i vertici della società (Acqualatina spa) che nel Lazio gestisce il servizio idrico della città di Latina. Molti comuni calabresi sono debitori verso la Sorical che ha minacciato di ridurre la fornitura idrica  ai comuni morosi che gli devono in totale una somma di circa 120 milioni di euro. A seguito dei comunicati della Sorical, il Codacons si è mosso chiedendo l’intervento del Procura della Repubblica, con la preoccupazione che il servizio pubblico venga sospeso. Francesco Di Lieto, vicepresindente dell’associazione per la difesa dei consumatori, ha spiegato che non si può «rimanere immobili dinanzi alla cessione ai privati dei beni indispensabili per la sopravvivenza», altrimenti tra qualche anno «ci troveremo a discutere della tassa sull’aria che respiriamo», che – aggiungo io – non è che sia una buona aria!

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Immagine tratta da solforoso.com

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

2 pensieri su “L’acqua era un bene comune: in Calabria i comuni morosi vengono minacciati”

  1. http://www.domenicofiniguerra.it/?page_id=868#respondvorrei segnalarvi questo sito. è di un sindaco del nord. di un paese dal nome lunghissimo: Cassinetta di Lugagnano, provincia di Milano. Ma oltre ad avere un nome lungo sembra lontano anni luce dalla cultura realpolitik-global-business-consulentifigliditizioecaio-lobbysistemareinipoti-poteremassoncopertoesegretodegliaffari-inchiestenategiàmorteperchèc'èl'amicochesacomesiarchivianostecose- che ci circonda. E l'acqua non è da meno. anzi!

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