Rifiuti: “In Calabria come a Napoli”

inceneritore

In Calabria c’è il rischio che si crei una emergenza di rifiuti come quella di Napoli – scrivevano i giornali giorni fa, dopo il sopralluogo di Gaetano Pecorella e della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti.

Escono fuori i piani ambientali, inceneritori da raddoppiare, discariche da moltiplicare. La Termo Energia Calabria (Tec spa) avrebbe dovuto costruire due inceneritori e cinque impianti di trattamento rifiuti con contributi pubblici milionari. Veolia, la multinazionale francese, detiene l’89% di Tec spa.

Le discariche sono soluzioni temporanee, quando vengono riempite ne vanno aperte delle altre, fino ad oggi le inchieste della magistratura hanno sempre trovato qualcosa di illecito nella gestione di questi siti. L’incenerimento produce polveri sottili e scarto derivante dalla combustione che finisce sempre in discarica. I filtri degli inceneritori nessuno ci dice dove vanno a finire. L’incenerimento e la raccolta differenziata non possono funzionare insieme: l’inceneritore ha bisgono di bruciare sempre e di continuo, mentre la raccolta differenziata diminuisce i rifiuti che non vanno più dentro gli impianti che dovrebbero incenerirli.

Ciò che non si può riciclare, non va prodotto. Si parte dalle industrie, obbligandole a non produrre qualcosa che non può essere riutilizzata. L’uomo è l’unica specie vivente che produce rifiuti inutilizzabili. Non bruciamoci il futuro.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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