L’antimafia del 2010

Aldo Pecora & Salvatore Borsellino

Nel post dedicato alle parole di Gianfranco Fini su Berlusconi ho “segnalato” un articolo di Benny Calasanzio dove si parlava di un’associazione antimafia che presto sbarcherà nelle file del Pdl. Come tanti altri ho sbagliato l’interpretazione della profezia e collegando quell’articolo al video dove in prima impressione c’è Aldo Pecora del movimento Ammazzatecitutti, ho pensato che Benny sapesse qualcosa di cui non fossi a conoscenza, e ho indotto anche chi ha letto quel post a pensare che si trattasse di Ammazzatecitutti e di Aldo Pecora. Ho sbagliato!

Ora però vorrei aggiungere qualcosa proprio a riguardo di Ammazzatecitutti ed il Popolo delle Agende Rosse ripercorrendo velocemente l’ultimo anno.

Il 2009 è stato un anno di tante iniziative partite da internet. Partiamo con il 28 gennaio 2008. Era il giorno della manifestazione Io So svoltasi a Piazza Farnese, erano i giorni in cui i giornali riportavano le notizie della “Guerra” fra le procure di Salerno e Catanzaro e quindi della sospensione di Luigi Apicella dal proprio incarico. Eravamo duemila forse tremila persone (forze dell’ordine comprese), ma non importa il numero. Era un mercoledì, da quel palco sentii Salvatore Borsellino urlare, per la prima volta dal vivo. Quella manifestazione che ha raccolto molte anime sparse su facebook è stata il fulcro di un anno pieno di avvenimenti. Quel giorno parlò anche Antonio Di Pietro. Non mancarono le polemiche. Parlarono anche – vado a memoria – Carlo Vulpio, Marco Travaglio, Beppe Grillo, Emiliano Morrone, Francesco Saverio Alessio. Sentii la mancanza di Ammazzatecitutti. Perché non c’è? mi chiedevo. Poi lessi “Le ragioni di un’assenza” sul blog di Aldo Pecora, ragioni che giustificavano l’assenza di AT alla manifestazione. Alcune provai a comprenderle altre non le condivisi. Apprezzai alcuni passaggi del lungo post, in particolare la metafora del movimento paragonato ad una piccola squadra di calcio che con pochissimi mezzi cerca di raggiungere tanti risultati, seppur piccoli. Apprezzai anche le seguenti parole:

La nostra è la battaglia  anche di chi già milita all’interno di partiti politici, associazioni di categoria, sindacati, organizzazioni religiose.
La nostra è la battaglia di tutte le persone oneste che ricoprono incarichi istituzionali, anche se c’è chi, pur ricomprendo incarichi istituzionali, certamente non rappresenta la parte sana della società italiana.

Il 2009 – dicevo – è stato pieno di iniziative. Salvatore Borsellino ha riunito attorno a sè migliaia di persone che da tutta Italia lo hanno raggiunto il 19 luglio del 2009 per l’anniversario della morte del fratello Paolo. È stata una tappa fondamentale, credi si possa definire anche come data ufficiale della nascita del Popolo delle Agende Rosse. Erano da poco passate le elezioni europee e sul blog di Aldo Pecora era apparsa durante la campagna elettorale, una sua intervista al Giornale nella quale manifestava i suoi “mal di pancia” per la scelta di Luigi de Magistris (e di Sonia Alfano) di candidarsi alle Europee. Mal di pancia, perché de Magistris non avvertì chi negli anni precedenti lo aveva difeso scendeno in piazza, facendo tanto baccano. Leggendo mi chiesi: ma se realmente il problema di AT fosse solo quello di non essere stati interpellati in qualità di “difensori di de Magistris”, perché rilasciare un’intervista proprio al Giornale? Pensai che i motivi fossero ben altri, ma quando ne parlai ad Aldo, quel 19 luglio, la questione sembrò essere solo quella che lessi nell’intervista. Rimasi sorpreso quando alla vista di de Magistris ed Aldo, non si salutarono. Non si salutano? Allora ci saranno questioni personali che nulla hanno a che vedere con tutto il resto.Può succedere.

De Magistris è stato criticato da più parti per aver “sfruttato la propria popolarità”. Ma anche se così fosse, cosa c’è di male? Tra le tante critiche che riceve AT, ad esempio, c’è quella di aver cavalcato la morte di Franco Fortugno. Anche in questo caso, se così fosse, non c’è niente di male, specie se si è giovani, puliti e ci si batte per un fine nobile, come la lotta alle mafie. Certo, c’è da indignarsi se questa popolarità viene sfruttata per altri fini. Luigi de Magistris è stato apprezzato come pm, molti avrebbero preferito rimanesse tale. Ma chi lo ha detto però che un magistrato, attaccato trasversalmente, non possa fare politica? Ha lasciato dopo un po’ di mesi la toga. Quando finirà il mandato potremo giudicare il suo lavoro.

Torniamo a Borsellino. Nel frattempo “il Popolo delle agende rosse” inizia a prendere forma e un po’ di sostanza. Il 26 settembre a Roma sfilano per il centro migliaia di cittadini con l’agenda in mano. Quel giorno a Piazza Navona, mi resi conto che di nuovo mancava AT. Divisi, perché? AT non aderì forse perché dal palco si sarebbero susseguiti gli interventi di politici dell’Idv? Probabile. Da quel 26 settembre “il popolo delle agende rosse” iniziò a prendere una forma che nel tempo non a tutti è piaciuta. Per qualcuno è divenuto come un treno che porta a Idv. Il problema forse risiede nel fatto che il movimento è iniziato ad essere gestito da chi già fa politica dentro ai partiti, non è un reato, ma un movimento antimafia senza bandiere di partito dovrebbe essere guidato e rappresentato da semplici cittadini. È pensabile che l’errore di Salvatore Borsellino sia stato quello di lasciar intendere che chiunque potesse farsi portavoce del movimento, non ha dato un minimo di gerarchia, che non serve a definire un capo bensì un riferimento. Se questo è stato il probelma, credo che lo abbia fatto nella più assoluta buona fede. Tutto ciò non vuol dire che uno non può avere vicinanze con il politico dell’ idv, del pd o del pdl o di chicchessia. Sarebbe bastato ricordare ciò che diceva Enzo Biagi a proposito della sua tramissione:

Ricordatevi che noi abbiamo amici ma la nostra trasmissione non è amica di nessuno.

Questo semplice principio potrebbe bastare ed essere efficace per non far pensare a chi guarda dall’esterno che il movimento sia strumento di qualcuno, neanche del politico più onesto che possiamo trovare attualmente sul campo.

Mi auguro che le esperienze di questo 2009 che ormai ci lasciamo alle spalle, possano essere utili per migliorare noi stessi e l’organizzazione di nuove iniziative e manifestazioni che serviranno, quando ce ne sarà bisogno, per dimostrare la nostra indignazione e la nostra attenzione verso la cosa pubblica.

Il 2009 è passato e in quest’anno per AT – lo si può leggere nel post “Le ragioni di un’assenza” – la parola d’ordine è stata “concretezza” mentre per i tre anni precedenti sono state “ribellione, speranza, impegno“. Ora una domanda ad Aldo Pecora e Salvatore Borsellino: quale sarà la parola d’ordine per il 2010 per Ammazzatecitutti e Il popolo delle agende rosse?

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

3 pensieri su “L’antimafia del 2010”

  1. Caro Damiano,
    volevo esporre cosa penso in merito al tuo serio e argomentato post.
    Anzitutto non vedo contrapposizione tra le due realtà.
    Apprezzo la tua analisi ma va corretta a mio modo di vedere.
    Ammazzateci tutti esiste da tanti anni, ha una sua struttura, ha fatto tanto, ha aggregato giovani in tutta Italia, ha una sua ragione sociale, è nel territorio tra la gente nelle piccole cose di tutti i giorni, ha messo in rete una generazione positiva, bella, pulita!
    Non conosco invece bene l’attività di Il popolo delle agende rosse, certo è che se una delle voci grosse in quella organizzazione è Benny Calasanzio allora mi sa che non andranno lontano. Apprezzo invece Salvatore Borsellino, ma la sensazione che mi danno quelli che gli girano intorno è che sono un gruppo tipo di ambito pre-politico per entrare nell’Italia dei Valori (come hanno fatto De Magistris e Sonia Alfano già alle ultime elezioni). Dunque di una antimafia di parte, di partito addirittura! Se vogliono candidarsi tutti, allora penso che debbano fare chessò una corrente di partito all’interno di IDV e non fare delle organizzazioni che dicono di fare una cosa e poi fanno un’altra solo per portare qualche voto in più a questo o quel partito.
    Ammazzateci tutti invece si è da sempre distinta per essere fuori veramente dai partiti e dagli schemi, e ho apprezzato contestualmente però il fatto che hanno sempre saputo distinguere i buoni e i cattivi da entrambi gli schieramenti, dimostrando serietà e maturità in questo.

    Aldo Pecora è un ragazzo che è riuscito a creare non sotto di se ma attorno a se, una rete di tantissime persone che hanno deciso di cambiare le cose, e cambiarle realmente, nei territori dove loro sono presenti e non scrivendo su internet. E io, da calabrese, non finirò mai di ringraziarlo per quello che è riuscito a creare in una regione (e tu che sei mio conterraneo lo sai bene) che è assolutamente apatica e spaventata dallo strapotere ndranghetistico.
    Dunque se oggi si parla di tutto ciò dobbiamo dire grazie a lui, come dobbiamo dire grazie a Rosanna Scopelliti, Emiliano Morrone e tutti quei giovani che si impegnano nella nostra terra per far si che si crei una alternativa all’esistente.

    Dobbiamo rimboccarci le maniche Damiano, la nostra regione ha tanti problemi, ma non dobbiamo parlarci sempre addosso, dobbiamo metterci a cambiarle realmente le cose!! Tutti le persone oneste insieme, nessuno escluso!

  2. si ma concretezza che vuol dire??? Parliamoci chiaro io la intendo solo in un modo: fare qualcosa di concreto.

    Cosa è stato fatto di concreto? sono stati levati beni illegali o avuti tramite l’impiego di denari illegali? sono state strappate dalle mani dei malviventi le loro armi oppure sono stati usati i corpi di chi simpatizza con AT per fungere da scudi umani per proteggere degli innocenti o le istituzioni?

    Onestamente Damiano, a me sto Aldo Pecora non mi convince per niente.

    Ho sempre diffidato dei politici di professione, sono uno di quelli a cui De Magistris piaceva solo da magistrato e pur ritenendomi una persona di estrema sinistra, non ho mai votato nè rifondaroli ne altri sinistroidi vari. Non ho mai votato. Giusto o sbagliato? è un altro discorso, ma sentendo parlare dal vivo in pubblico sto Aldo dopo averne seguito le prime gesta e le prime manifestazioni di piazza a Reggio (ricordo un SU LA TESTA con una Reggio strapiena, ricordo l’anno dopo con 4 gatti me compreso in entrambe, ma SU LA TESTA avvenne in un periodo pre-elettorale la seconda no…).

    Un movimento che si risente del fatto che a Reggio Calabria hanno organzizato un altro evento con soldi del comune lo stesso giorno in cui inizia l’evento Legalitalia mi fa un po’ sorridere (per non dire ridere).

    Mi dà l’idea di un movimento che non sa conquistarsi l’attenzione e che pur di essere un po’ protagonista va a bussare alla porta del sindaco, anche se per lamentarsi, non tenendo conto che Reggio, e questa amministrazione, sono pessimi dai punti di vista che ci interessano in questo post. Tanto per fare un banalissimo esempio, ma più grave di quanto accaduto ad AT, questa estate l’amministrazione non ha messo – per non aver avuto tempo è stato dichiarato dall’assessore competente… – l’impianto elettrico al palco per gli eventi teatrali della stagione estiva reggina perchè questa serie di eventi, pagati dal comune, vedevano come prima serata uno spettacolo tratto da un testo di Pippo Fava quindi apertamente anti-mafioso. Non continuo nella cronaca perchè si tratta di un episodio veramente grottesco che per fortuna la compagnia che doveva tenere quello spettacolo denunciò apertamente di fronte ad una Piazza Sant’Agostino strapiena di pubblico e che non ha avuto nessun tipo di seguito. Come sempre, d’altronde, ma purtroppo ci siamo abituati…

    A me, onestamente, sto Aldo Pecora non mi sembra nè carne nè pesce. E’ un ragazzo della nostra età per cui assolutamente non gli imputo chissà quali colpe e tantomeno penso che non sia una persona onesta. Non mi permetterei mai.

    Semplicemente e candidamente penso che non sia per niente buono nel portare avanti campagne “antimafia” al contrario di Borsellino che considero un grande infiammatore di folle e capo popolo. Uno che ha una vena del collo di cui certamente ti puoi fidare ciecamente quando si gonfia dalla passione. Ma, forse, a livello di strategia politica lascia a desiderare da quello che leggo dal tuo post.

    Effettivamente su questo tendo a non informarmi. A me piace stare in piazza con la gente e con la folla, tutto quello che avviene in stanze chiuse, dunque per pochi e senza trasparenza, non mi piace per niente. Sono fatto così…

    In ultimo: spero solo che quel “concretezza” non voglia dire politica di palazzo… ne abbiamo già abbastanza di gente che vuole fare le leggi…

    (A)lessio Neri

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