Il Motore Immobile

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Alcuni lavoratori bloccano la vendita dei pezzi di Alitalia

di Damiano Zito – per il Fatto Quotidiano (13.01.2010)

Questa volta a finire sotto “sequestro” non è un manager, bensì un motore di un aereo di proprietà della nuova Alitalia-Cai, che era pronto per essere spedito in Svizzera. La storia è quella della protesta dei lavoratori di Alitalia Maintenance Systems (Ams), stremati da una cassa integrazione a rotazione che va avanti da più di un anno e da una situazione aziendale in condizioni di stallo da qualche mese, così per difendere il loro lavoro hanno organizzato un presidio permanente per controllare giorno e notte il motore sequestrato.

BAD COMPANY. La Ams è una società che opera nel settore della manutenzione e revisione di motori aerei, il 60 per cento di essa è detenuto da Alitalia Servizi, la bad company, in commissione straordinaria e gestita da Augusto Fantozzi, mentre la parte restante è posseduta da Lufthansa Technik che però ha già manifestato l’interesse ad uscire dalla società. Tra i suoi clienti appunto Lufthansa, che non fornisce nessuna commessa di lavoro, poi la “vecchia” Alitalia e la nuova, la Alitalia-Cai, che rappresenta l’unico potenziale cliente grazie al quale la Ams può restare in vita. I lavoratori avevano riscontrato le prime avvisaglie quando un motore non era stato commissionato alla loro azienda ma spedito all’estero, in quell’occasione però fu promesso che sarebbe stato il primo e l’ultimo motore a partire. Quando però Cai, cioè Alitalia, ha emesso un nuovo ordine di lavoro a favore dell’azienda svizzera Sr Technics, i lavoratori hanno bloccato il motore MF56 nel piazzale creando un presidio permanente impedendo di fatto la partenza del propulsore.

La Ams a dicembre aveva raggiunto un’intesa con Alitalia dopo un incontro avvenuto con il governo. A fare da garante è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che ha chiesto all’amministratore delegato di Alitalia Rocco Sabelli di rispettare l’accordo che vige tra Ams e Alitalia secondo cui prevale il diritto di prelazione da parte di Ams sulla manutenzione dei motori della nuova compagnia di bandiera. Mentre l’amministratore delegato dell’azienda manutentrice, l’ingegner Maurizio Paolo Bianchi, è stato invitato da Letta, a consegnare i motori già lavorati per Alitalia e giacenti in officina poiché i pagamenti sarebbero stati eseguiti nei giorni a venire.

LE FATTURE. Le cose però non sono andate come dovevano e ad oggi le fatture insolute ammontano a sei milioni di euro, Alitalia sembra non voler rispettare l’accordo e lo fa inviando i motori presso l’azienda svizzera, ovvero la SR Technics. La Ams rappresenta al momento l’unica azienda del settore nel nostro paese, la cessazione di attività ricadrebbe sul destino di circa 360 famiglie e favorirebbe altri con-correnti stranieri pronti ad aggiudicarsi questa fetta di mercato che “per l’Italia rappresenta un polo di eccellenza” rivendicano i dipendenti che protestano e lamentano il silenzio del commissario Fantozzi che è intervenuto solo prima di questo inverno, per dichiarare che a fronte della proposta di acquisto da parte della società Impresa Prima, la Ams potrebbe essere venduta. La Impresa Prima, che continua a trattare è rappresentata e controllata all’88 per cento da Maurizio Tucci, ex dirigente di Finmeccanica, divenuto presidente dell’istituto Banca Impresa Lazio nel marzo scorso. La proposta di rilevazione della Ams è anche appoggiata da Sviluppo Lazio, società della stessa regione che già nella primavera passata aveva avanzato l’ipotesi di un’iniziativa per salvare l’azienda di Fiumicino.

I lavoratori comunque protestano “perché Fantozzi”, dicono, “ha il ruolo di vendere l’azienda sotto le migliori condizioni patrimoniali” e nonostante tali condizioni fossero predisposte anche dal governo affinché Ams avesse i bilanci in attivo, “il commissario straordinario sembra non essersi avvalso di tali condizioni”, e la loro forte preoccupazione è che l’azienda non venga venduta a queste condizioni.

La notte di lunedì Cai facendo intervenire la polizia si è ripresa il motore. Il governo avrà un incontro con i sindacati venerdì, “un appuntamento che non sarà certo definitivo”, dice Massimo Celletti della Cgil.

già pubblicato su il Fatto Quotidiano del 13.01.2010, pag.11


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Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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