Elezioni regionali in Calabria tra inciuci e accordi sottobanco

Cosa sta succedendo in Calabria? Chi andrà a governare la Regione? In questo post una breve riflessione sulle prossime regionali, sull’ipotesi di un accordo tra centro-destra e centro-sinistra, con un Casini che fa “casino” confondendo i cittadini. I salti a destra e a sinistra. Leghisti del sud pronti a correre da soli o con un accordo col Pdl?E poi, gli avvertimenti che ha posto l’on.Angela Napoli sono state recepite, oppure la ‘ndrangheta continuerà a sedere nelle poltrone calabresi?

In queste ore fermentano le liste da presentare entro la fine di febbraio per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo, le note diffuse dai soggetti politici si moltiplicano e a leggere quelle calabresi si percepisce un grande lavoro di strategia, che detto in altre parole potrebbe chiamarsi inciucio o politica dei due forni.

Il sindaco più amato d’Italia, Giuseppe Scopelliti, aspira a diventare il nuovo presidente della Calabria. Un candidato che vanta di numerosi consensi e che si trova la strada quasi spianata per arrivare alla più alta poltrona calabrese. Spianata perché almeno per il momento dal Partito Democratico non è arrivato nessun segnale di contrapposizione se non quello di  Agazio Loiero che con la sua impopolarità faciliterebbe ancora di più la corsa del sindaco di Reggio Calabria. Pippo Callipo invece, sostenuto da Luigi de Magistris e Antonio Di Pietro, ovvero dall’Italia dei Valori, quasi certamente non avrà l’appoggio dei democratici metre l’ala più estrema della sinistra sembra rimanere in disparte, in coerenza con le proprie posizioni.

Se Scopellitti vincesse le elezioni dovrebbe lasciare la poltrona di sindaco a qualcun altro, ma per il momento non si conosce il suo possibile successore. Sembrerebbe un gesto scaramantico ma tutto invece ha l’aria di un inciucio sullo stile D’alema-Berlusconi. Solo che in Calabria le due facce della medaglia sono quelle di Peppe Bova e di Peppe Scopelliti. Un Peppe vale l’altro, infatti il Pd potrebbe lasciare il via libera per la presidenza della Regione all’attuale sindaco di Reggio Calabria (magari presentando un candidato debole), e Scopelliti in cambio concederebbe la poltrona a Bova.

Dagl schemi inciucisti spostamioci alla cosidetta politica dei due forni. Che fine ha fatto Casini in Calabria? In Puglia dopo la vittoria di Nichi Vendola, l’accordo con il Pd è andato in fumo e ha annunciato – spiazzando anche il Pdl – la candidatura di una senatrice eletta col partito del premier Berlusconi, ma passata al gruppo misto. Si tratta di Adriana Poli Bertone, presidente del movimento-partito “Io Sud” che di recente ha nominato come segretario nazionale l’on Beniamino Donnici. Un movimentista, promotore dei “Comitati per la Calabria Libera”. Ex missino ed ex An degli anni ’90, poi passato a sinistra alla Alleanza dei progessisti, Donnici è anche ex Idv col quale è stato eletto al Parlamento Europeo per poi lasciare il partito di Di Pietro ed aderire al Rosa Bianca di Bruno Tabacci (quest’ultimo è entrato a far parte della Api di Rutelli).

Di recente Donnici ha annunciato un accordo con gli “scissionisti” dell’Mpa che ci hanno visto lungo date le difficoltà del movimento di Raffaele Lombardo. Tra questi un altro voltagabbana, Elio Belcastro ex Forza Italia, ex PSI e adesso ex Mpa, con lui Enzo Scotti, attuale sottosegretario agli esteri ed ex democristiano a cui piace “giocare a bingo“. Gli umberti bossi del sud stanno definendo le ultime strategie e chissà con chi andranno alle regionali. Le ultime notizie fanno pensare che l’accordo con il Pdl non sia così scontato. Adrina Poli Bertone è loro “sponsor” come anche Gianfranco Miccichè il quale di recente ha creato una spaccatura dentro al partito di Berlusconi. La senatrice Poli Bertone, potrebbe essere il filo che potrebbe unire i leghisti del sud con Casini. C’è un però. Gli autonomisti non sono per  niente vicini al Pd che sembra aver raggiunto un accordo certo con l’Udc per sostenere Roberto Occhiuto dopo aver fatto saltare le primarie. Bisogna aspettarsi di tutto, perché se la strategia del Pd è quella di non ostacolare Scopelliti nella sua corsa è ipotizzabile che la sospensione delle primarie sia voluta per evitare che venga eletto un valido candiato, scelto dagli elettori. Quella di Occhiuto quindi potrebbe risultare una parata e Casini potrebbe rompere con il Pd come ha fatto in Puglia per presentarsi da solo. Ma le strategie da “terzo forno” per dirla alla Casini non hanno limiti. Infatti ieri lo stesso sindaco di Reggio Calabria si è sbilanciato affermando che l’accordo con l’Udc verrà presto ufficializzato. Se così sarà allora è molto più probabile che Donnici e compagnia correranno con Casini e col Pdl e quel punto la farsa della linea anti-berlusconiana di Casini sarà più evidente e il Pd non vincerà le regionali in linea con l’ipotesi inciucista, accaparrandosi la poltrona del sindaco di Reggio.
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Per concludere: Il Pdl rimane il cavallo vincente (per la Regione), gli accordi e gli inciuci, provati dai passaggi da un partito all’altro sono determinanti per il risultato delle elezioni e quindi per le sorti dei cittadini calabresi, nella sua intervista per Annozero Angela Napoli ha già messo in guardia i calabresi e i partiti, ma il gioco delle tre scimmiette non sembra affatto concluso.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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