Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete

È di pochi giorni fa il discorso di Hillary Clinton che ha scatenato la reazione cinese dopo che il segretario di stato americano ha espressamente detto che internet è uno strumento che rende libera l’informazione e – nonostante i pericoli – è sbagliata ogni forma di censura come quella adottata in Cina e altri paesi.

Questa mattina ho intervistato Enzo di Frenna, giornalista professionista e videoblogger (enzodifrennablog.it) che dopo il regalo di natale che il parlamento ha prepaprato per internet, si è attivato creando il gruppo dei Corsari della Rete al fine di creare iniziative mediatiche per al difesa della libertà su internet. Come ho già anticipato in un post recente, il governo ha presentato in Parlamento un testo che deve adattarsi alla direttiva europea AVMS che tratta di diffusione di servizi televisivi sul web.

Enzo puoi spiegare per chi ancora non ha letto il testo cosa prevede il decreto Romani?

Il testo dovrebbe essere realizzato per le emittenti televisive che pubblicano sul web, invece il decreto Romani con la scusa dell’adeguamento alla direttiva europea sostitusce il termine “prodotto televisivo” con “prodotto audiovisivo” includendo di fatto i siti che fanno web casting come livestreaming, e Youtube.

Le conseguenze quindi quali sono?

Con una legge così i siti mensionati o un videoblog come quello di Claudio Messora (byoblu.com, ndr), quello di Beppe Grillo e tanti altri chiuderebbero il giorno successivo dell’entrata in vigore, perché per pubblicare i contenuti bisogna chiedere le autorizzazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Agcom.

Tu che hai letto tutto il decreto, che aggettivo useresti per definirlo?

Aberrante!

Addirittura!

Sì! È peggio di un mostro del film “il Signore degli anelli”! Il settimanale Time ci ha già paragonato alla Cina.

Veniamo all’iniziativa che avete creato con Messora. Ci dai qualche informazione? Cosa chiedete ad Obama?

L’evento si svolgerà nella terza settimana di febbraio. Solo 60 audaci, che con catene ai piedi balleranno al ritmo di tamburi africani davanti all’ambasciata americana.Un gesto simbolico, per chiedere poter usare internet per informare liberamente senza renderci schiavi.

Perché davanti all’ambasciata americana?

Per chiedere al presidente Obama, in seguito al discorso di Hillary Clinton, una presa di posizione ufficiale sulla libertà nella internet italiana.

Chiarissimo Enzo, allora ci vediamo davanti all’ambasciata nelle prossime settimane. A presto.

Ciao, a presto.

Segnalazioni:

Mr.President, help internet in Italy
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Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

Un pensiero su “Decreto Romani: Intervista a Enzo di Frenna dei Corsari della Rete”

  1. L’errore di fondo di questo decreto sta proprio nel voler equiparare l’on-line video alla TV. Siti come YouTube sono prima di tutto fenomeni di cultura partecipativa dove il dialogo, il coinvolgimento e le discussioni tra utenti hanno un’importanza e un peso maggiore rispetto ai contenuti stessi. Tutto questo è abbondantemente e ampiamente descritto nel recentissimo libro YouTube di due studiosi australiani, Jean Burgess e Joshua Green (http://bit.ly/4VLgDb). Si parla anche di cyberbullismo e di guerre di copyright ed è senz’altro una lettura che consiglierei ai nostri politici per capirne un po’ di più questo mondo.

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