La Calabria si sgretola, ecco uno dei principali motivi per il No al Ponte

Non ho avuto il tempo di mettere giù dettagliatamente i motivi per cui questo blog è nettamente contrario alla costruzione del Ponte sullo Stretto. Per chi ogni anno non ricorda cosa succede durante l’inverno allora è meglio che colleghi i neuroni ora che le frane sono cronaca nazionale. Quella di Maierato è solo l’ultima in serie, degli eventi che stanno segnando lo sgretolamento della Calabria. Sono centinaia le frane che si contano nei mesi invernali quando cadono due gocce di pioggia. Collegamenti interrotti con gli altri paesi, ponti che crollano, frane, allagamenti e tutta una serie di eventi che ogni anno durante l’inverno riempiono le pagine dei giornali locali e solo qualche volta finiscono per essere raccontate dalle grandi testate nazionali. Per quelli con la memoria corta, basta ricordare la frana di gennaio dello scorso anno, che travolse un furgone provocando la morte di due uomini.

Sono anni che i geologi e le associazioni ambientaliste denunciano il dissesto idrogeologico nella nostra regione e di quella siciliana ma chi ci governa sembra essere cieco e sordo. Provate a ricordare quante volte ogni anno capita che una strada sprofondi e si sgretoli. Si perde il conto, ma sono tutte tragedie sfiorate in molti di questi casi, in altri invece le tragedie sono avvenute. Quando cade qualche goccia in più del solito l’autostrada Salerno-Reggio Calabria si allaga in alcuni tratti (mi è capitato tra Rosarno e Gioia Tauro), le strade che ci portano ai paesi limitrofi si sciolgono come biscotti nel latte con l’inevitabile conseguenza di un’interruzione di collegamento tra paesi. Tutto ciò non fa che creare una diminuzione delle attività commerciali, un fattore di cui nessuno tiene mai conto ma a chi non è mai capitato di essere impossibilitato a spostarsi o comunque fare un tragitto più lungo per raggiungere un posto che prima era facile raggiungere?

Insomma l’esempio lampante è adesso Maierato, Cosenza, ma ce l’abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Solo che quando andiamo in giro abbiamo due fette di salame agli occhi e intanto «ci promettono caviale, quando a noi serve il pane» per dirla con le parole di Mario Congiusta a proposito del Ponte. Intanto i costi dell’opera lievitano, la Stretto di Messina Spa paga 10 giornalisti per non si sa quale mansione e alla Eurolink, la società guidata da Impregilo che dovrà eseguire i lavori, aumentano i compensi.

Nel frattempo nessuno pensa alla bonifica e alla messa in sicurezza del territorio e gli allarmi lanciati continuano a cadere nel vuoto. Forse è anche ora che quelle fette di salame le mandiamo giù con un boccone, da buoni calabresi e iniziamo ad aprire gli occhi.

[nggallery id=1]

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

Un pensiero su “La Calabria si sgretola, ecco uno dei principali motivi per il No al Ponte”

Lascia un commento