Update: Napolitano ieri ha dato lo stop ad un decreto che riaprisse  i termini per le elezioni. Ecco, sorge spontanea una domanda: “Perché pronunciarsi prima di ricevere il decreto?”

Il governo riunito in un Consiglio dei Ministri, che ritarda a concludersi mentre scrivo ha poco protocollato il cosidetto decreto interpretativo, con il “valuterò” di Giorgio Napolitano, cercherà di fare l’ennesimo strappo alle regole. Scadenze, le stesse che valgono per il cittadino diventano una eccezione per i politici.

Cos’è quindi questo decreto interpretativo? Semplicemente vuol dire che il testo non modifica la attuale legge elettorale e non modificherà i termini delle elezioni. Si apre quindi un varco di ri-accesso per i ritardatari.

“Ma come si fa a presentare le liste in ritardo?” si sono chiesti in molti dopo che il Pdl non ha saputo rispettare le regole più banali  per concorrere alle elezioni regionali. È probabile che all’ultimo secondo, proprio mentre uno dei rappresentati del partito delle libertà tirava una “mozzicata” al suo panino, qualcuno, dall’alto, abbia deciso di sostituire un candidato con un altro.

In ogni caso il problema non si pone più. Con l’articolo 2 del decreto appena varato dal CdM viene quindi data la possibilità alle liste non ammesse di regolarizzare la loro posizione entro 24 ore dall’approvazione del decreto. Insomma una leggina ad-hoc per il Pdl in Lazio e Lombardia. L’importante – dice il decreto – è che si dimostri di essere stati presenti in ufficio alla scadenza di presentazione delle liste.

Nel frattempo, mentre escono le notizie Ansa, da facebook è partita una iniziativa per raccogliere i romani sotto il Quirinale. Non resta che affidarsi a Giorgio Napolitano.

Studente di Ingegneria Elettrica. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di technologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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