Regionali Lazio, “Abbiamo dimostrato la loro arroganza” – intervista a Marzia Marzoli (Rete dei Cittadini)

Sono cittadini “normali” e la loro lista è stata la prima ad essere accettata in tutti i tribunali del Lazio. Non appartengono a nessun partito e corrono per la Presidenza del Lazio oltre al centro sinistra e al centro destra.  Nessuno ne parla e sono completamente oscurati dai media. Portano avanti battaglie per i beni comuni e la difesa dell’ambiente. Di seguito l’intervista che Marzia Marzoli (nella foto a fianco), la candidata presidente della Rete dei Cittadini, ha concesso per il blog.

Inizierei con la questione del cosiddetto decreto “salva-liste”.Voi che avete presentato tutto rispettando i tempo come avete preso la notizie di un intervento del Governo per salvare il Pdl?

Anche se i mezzi di informazione non si sono curati molto di noi, abbiamo dimostrato quale arroganza e con quale ostilità verso i cittadini ed elettori si è stati informati su una dinamica assolutamente sbagliata. Noi abbiamo presentato la nostra lista il venerdì mattina, c’erano ancora due giorni utili ma era importante farlo prima di tutto. Infatti siamo stati la lista numero uno e quindi i primi ad essere in corsa.

Quello che è accaduto dentro al tribunale deve essere per tutti un esempio e il fatto che il Pdl non abbia avuto paura di non essere in linea con la legge elettorale lo dimostra anche il fatto che non sapevano neanche che ci fosse la lista della Rete dei Cittadini. Essendo convinti di stare soli contro Emma Bonino non ritenevano importante in tempo. E quindi non siamo stati l’elemento che ha dimostrato la loro arroganza.

Qual è invece il vostro rapporto con i mezzi di informazione?

Su di noi è calato un silenzio vergognoso. Non si vuole parlare della nostra lista perché tutta l’informazione è spartita in blocchi , l’informazione libera non esiste, tranne i blog su internet e le interviste che sono andate in rete. Non hanno mai voluto parlare della nostra storia. La legge elettorale è stata fatta per frenare la proliferazione di liste come le nostre e creare una serie difficoltà per evitare che si presentassero troppe liste. Ora che non ci sia riuscito il Pdl è una cosa che deve far riflettere. Quindi le regole non vanno bene ai grandi non ai piccoli. Ci tengo sempre a sottolinearlo, le regole non sono abituati a seguirle. Noi cittadini che invece siamo obbligati a seguirle non abbiamo nessun problema a prendere le istruzioni da internet e fare ciò che c’era scritto.

Voi siete quindi candidati alla presidenza della regione Lazio però non è possibile votarvi a Frosinone e Rieti. Giusto?

No. Non è corretto. Noi potevamo presentare la lista almeno in tre province e lo abbiamo fatto su quella di Viterbo, Latina e di Roma. Rieti e Frosinone potranno votare la Rete dei Cittadini, ma non potranno esprimere il candidato consigliere. Ma chiaramente tutti potranno trovare sulla scheda elettorale la lista civica “Rete dei Cittadini”.

La Rete dei Cittadini come nasce, perché avete deciso di fare politica? Questa vostra ostilità verso i partiti vi ha spinto ad impegnarvi?

Esatto. Noi abbiamo iniziato questo percorso almeno un paio di anni fa. Ma chiaramente tutti provenivamo da impegni politici da “cittadino”. E tutti abbiamo conosciuti i limiti democratici all’interno dei partiti. Quindi abbiamo cercato di parlare una lingua fuori da tutti gli schemi. Difficile farci capire, perché oggi tutti cercano di farci trovare un pochino di qua e un pochino di là. Ma noi non siamo né di qua né di là, e ce ne guardiamo bene. Chiunque è libero e questo lo può dire. Gli altri invece non lo sono. Ma è emblematica anche un’altra cosa: nelle altre regioni dove si andrà a votare l’unico elemento “altro” dai partiti è soltanto Beppe Grillo e nel Lazio la lista civica “Rete dei Cittadini”. Questo bisogna osservarlo perché non esiste una voce libera, quindi il cittadino per trovare uno spazio se lo deve inventare. Noi ce lo siamo inventati nel Lazio con la Rete dei Cittadini.

Hai nominato Beppe Grillo, che ha le sue liste nelle altre regioni, siete anche appoggiati dai Grilli Romani. Quali sono nel programma i punti che condividete con i Grilli, con Beppe Grillo e il loro MoVimento?

Ma io lo dico sempre. Beppe, almeno nel mio paese, a Tarquinia dove vivo, ci è venuto e noi abbiamo cominciato ad aprire il nostro cervello anche grazie ai suoi contributi. E quindi i nostri percorsi sono molto simili. I Grilli Romani ci hanno sempre seguito come movimento “no coke”, sulla battaglia che io personalmente ho portato avanti nel mio territorio, ci hanno seguito dal 2007 quando abbiamo fatto lo sciopero della fame e posto in attenzione a tutti media i problemi dei cittadini. Abbiamo iniziato esattamente quel giorno: Beppe Grillo è venuto nella sala consiliare e ci ha dato modo di farci conoscere per una battaglia assolutamente pulita, come quella di un cittadino che non vuole un impianto pericoloso, senza motivazioni partitiche, ma per motivi legati alla salute e all’ambiente ed anche alla libertà e alla democrazia. Libertà vuol dire anche scegliere.

Diciamo quindi che ambiente e salute sono punti fermi del vostro programma. Gli inceneritori non sono cose che vi riguardano.

Assolutamente no. Noi qui abbiamo, purtroppo, un laboratorio malefico perché si vuole continuare sulla strada di bruciare carbone per produrre energia e magari utilizzandolo anche come “inceneritore”. Per noi queste cose sono chiarissime: no agli inceneritori, no al carbone.

Bene, se vuoi aggiungere qualcosa per chi leggerà questa intervista, fai pure.

Sì, se questo verrà letto da tutti coloro che sono vicini al MoVimento di Beppe Grillo: noi riteniamo che questa sia un’occasione, siamo assolutamente privi di voce perché la nostra storia non la racconta nessuno. Però i cittadini che stanno dentro ai comitati, ai movimenti e che si occupano comunque del bene comune in senso ampio, sanno quanto è importante questa volta non dare l’appoggio a nessun partito, perché hanno sbagliato ripetutamente e non si meritano più niente.

Perfetto, ti ringrazio e in bocca al lupo.

Grazie a te.

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Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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