Elezioni Regionali, scomparsi i temi economici ma la crisi non è finita

In questa campagna elettorale che alcuni ricordano come la più brutta degli ultimi anni, è scomparso un tema tanto importante quanto attuale.

Sembra ormai molto distante il 15 settembre 2008, quel famoso lunedì che vede crollare la banca statunitense Lehman Brothers. Fu quello l’inizio di un effetto domino che ha causato la crisi economica.

Attualmente i principali Paesi più fragili dentro l’Unione monetaria, sono i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna). Nelle ultime settimane la discussione in Europa si è incentrata sul salvataggio della Grecia dalla bancarotta, la cacelliera tedesca Angela Merkel si è sempre opposta proponendo anche l’esclusione dall’Eurozona per chi è fuori dai parametri di Maastricht. Proprio pochi giorni fa però, il gruppo di lavoro europeo, sotto la guida della Merkel, ha deciso per un intervento di salvataggio a favore della Grecia. Una trattativa lunga che si è conclusa con un compromesso tra Francia e Germania. A dettare le regole è stata però la stessa cancelliera tedesca.

Per salvare la Grecia è stato previsto l’intervento del Fondo Monetario Internazionale di Washington e un prestito dei paesi della Ue che contribuiranno con una somma calcolata sulla percentuale detenuta nella Banca Centrale Europea.

Le trattative che hanno portato a questa intesa non sono durate certo pochi giorni. E in tutto questo tempo per nulla se ne è sentito discutere in campagna elettorale. I temi economici sembrano scomparsi dall’agenda politica e anche lo stesso ministro Giulio Tremonti non si vede da tempo.

Senza entrare nel merito della questione se è giusto o meno aiutare la Grecia, espellere i paesi fuori dai parametri di Maastricht, è bene sottolineare come la situazione italiana non sia molto lontana da quella greca. Anzi l’Italia sembra essere la prossima. Il rapporto tra debito pubblico italiano (che ammonta a 1700 miliardi di euro) e pil – secondo i dati Die Zeit – supera i 100 punti percentuali, come in Grecia, uscendo fuori dai parametri di Maastricht secondo cui questo rapporto non deve andare oltre il 60 per cento.

Questi temi non sono stati toccati in campagna elettorale. Dopo le elezioni forse se ne tornerà a parlare, ma appunto, solo dopo aver votato.
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foto: Spiegel.de

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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