Un anno fa

httpv://www.youtube.com/watch?v=W5MxegbDRfk

Un anno fa mi svegliavo nella notte col rumore delle ante dell’armadio che sbattevano a causa del terremoto che colpì l’Abruzzo. Non capii nulla per qualche secondo. Acceso il computer lessi sul sito di Repubblica un’agenzia che informava di una scossa avvertita nella capitale. Niente di strano, pensai. Non potevo immaginare che in quelle ore trecento persone morivano sotto le macerie della propria casa.

La mattina, come d’abitudine, mi sintonizzai su Rainews24 e capii che la notte appena passata per qualcuno fu l’ultima e per altri, tragica.

Alle 3.32, l’ora del terremoto, qualcuno rideva. Lo abbiamo scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche eseguite durante le indagini dei magistrati sugli appalti del G8 e dei grandi eventi.

Il lavoro di Giampaolo Giuliani, la sua ricerca, il suo “s.o.s”, è stato amplificato su internet. Sopratutto grazie a Claudio Messora che dal suo Byoblu.com ha dato voce a Giuliani, dando la possibilità di poterlo ascoltare. Col tempo si è poi scoperto che quanto l’Ingv ha sempre negato, almeno fino a quei giorni è stato smentito dallo stesso istituto. Un’ansa di pochi giorni fa informava che secondo l’Ingv gli studi confermano che è possibile prevedere eventi sismici. Giuliani ne sa qualcosa. Ne sanno qualcosa le università con cui ha lavorato, e le riviste scientifiche che hanno pubblicato le sue ricerche.

Giorni di passerelle e lacrime. Dopo il dolore lo sdegno. Alcuni aquilani, stanchi delle promesse non mantenute hanno oltrepassato le zone inaccessibili.

Abbiamo capito che nel nostro Paese c’è sempre qualcuno che vuole fare il furbo. Che le norme non vengono rispettate e che la prevenzione in Italia non sappiamo nemmeno cosa sia. Eppure siamo la nostra nazione è ad alto rischio sismico.

Gli scandali dentro la Protezione Civile non hanno mosso di una virgola le cose.

Oggi e immagini del 6 aprile 2009, vengono riproposte ed è come se il tempo non fosse passato. Il centro storico aquilano è ancora pieno di macerie, sembra aver subito un attacco di guerra. E’ passato un anno, ma il tempo a l’Aquila sembra essersi fermato alle 3.32 di quella notte.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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