Draquila – L’Italia che trema

Il titolo del nuovo film di Sabina Guzzanti (Draquila – L’Italia che trema) è stato scelto con il contributo dei lettori del blog della regista, anche se non avevano visto la pellicola.

Stringere 700 ore e portarle a poco di un’ora e mezza di filmato non è cosa facile, ma Draquila è un film ben riuscito. È il frutto dei tanti contributi degli abruzzesi intervistati da Sabina Guzzanti, punti di vista opposti di persone che si trovano nelle stesse condizioni. Se c’è qualcuno che pensa che lo Stato sia impersonato in Berlusconi, c’è chi invece tenta invano di organizzare assemblee nei campi militarizzati e tenuti sotto costante controllo, perché “la gente va informata”.

La voce della regista accompagna lo spettatore per tutto il film e fornisce una visione diversa da quella della televisione generalista che ci ha abituati a raccontare i “miracoli” del premier quasi, se non come, l’istituto Luce. Il sarcasmo e l’ironia si mescolano con la tristezza di chi ha perso la casa e i figli. Ma il filo conduttore in tutto il film è quello del controllo personalistico della gestione del “Grande Evento”. Dopo avere visto Draquila viene spontaneo domandarsi cos’è la Protezione Civile, quali sono i suoi compiti e cosa c’entra quel giro di imprenditori da “accontentare” che ruotano tutti attorno a Guido Bertolaso e Silvio Berlusconi. Un cricca di speculatori su cui la magistratura è intervenuta, facendo sfumare il progetto della “Protezione Civile Spa”. Un’occasione perduta che avrebbe consentito a Berlusconi di gestire ogni “grande evento” in base ai propri interessi e di quelli della “cricca” senza fare riferimento alle leggi che tutti debbono osservare.

Draquila non è la “propaganda” del Tg1, né tantomeno quella di cui parlava il Ministro della Cultura Sandro Bondi che ha disertato il Festival di Cannes dove Sabina Guzzanti ha presentato il film seppur fuori concorso. Chissà come uscirebbe un elettore berlusconiano dopo aver visto Draquila e quali tesi sosterrebbe per dire che “Berlusconi è un uomo che fa miracoli”. È una domanda che avrebbe una risposta se con molta astuzia Bondi non avesse iniziato a screditare un film che eccelle in contenuti e montaggio.

Draquila è quel genere di film per cui se hai un minimo di sospetto che possa indurti a farti cambiare idea non lo vai a vedere ed è per questo che la campagna del ministro Bondi ha il suo peso. Chi andrà al cinema rimarrà sorpreso da come la televisione abbia tenuto nascosti particolari compromettenti per Super Guido Bertolaso e Berlusconi Guaritore. Non scoprirà di essere in una dittatura armata, ma in una dittatura della merda.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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