Ddl Alfano, una piccola agorà contro il bavaglio all’informazione

Una cassetta della frutta, un blocco di giornali, un microfono e una cassa. Così è stato allestito lo speaker’s corner a piazza Montecitorio, in un venerdì pomeriggio primaverile davanti la Camera dei Deputati del Parlamento italiano. Un susseguirsi di interventi per motivare la protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni (ddl Alfano). All’iniziativa partita dal web – che avrà un seguito lunedì al Teatro degli Angeli nel quartiere Prati di Roma – vi hanno aderito diverse associazioni, editori importanti, giornalisti, personaggi del rango di Stefano Rodotà anche lui presente in piazza.

Un piccola Agorà dove chiunque dice la sua. «Questo è uno Stato libero e ognuno può venire a parlare» sono le parole di Arturo di Corinto incitando i prensenti a salire sul “palco” costruito con la cassetta di frutta e col malloppo di giornali. Nessuna grande scenografia, ma tanti contenuti per spiegare l’illiberalità di questa legge tanto voluta e tanto cara al Presidente del Consiglio. Stefano Corradino di Articolo21.info, non ha dubbi: «questa è la madre di tutti i bavagli» e lancia un di giuramento di Ippocrate per la libertà di informazione che si può sottoscrivere sul sito dell’associazione.

Mentre gli interventi vanno avanti arriva la notizia dagli Stati Uniti: «Le intercettazioni sono utilissime per i processi» e scattano gli applausi che continuano quando Gianfranco Mascia annuncia che il Popolo Viola raccoglierà i fondi per acquistare due pagine su importanti giornali stranieri come il New York Times.

In questi giorni, mentre il ddl veniva discusso in Commissione giustizia, l’opposizione si è data da fare con emendamenti per contrastare il bavaglio alla stampa. Ha dovuto però scontrarsi con i numeri. Tuttavia oggi pomeriggio delle forze del Partito Democratico, neanche l’ombra. Se non per la presenza di Giuseppe Civati, sempre attento su questi temi. Un tiepido Bersani che pensa a calmare gli animi delle correnti interne al Pd e non invita i suoi ad unirsi alla piazza fa sì che sfumi l’ennesima occasione per ritrovarsi con la società civile che dimostra ancora una volta tanta sensibilità su temi come la libertà di informazione.

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Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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