Disobbedisco al Ddl Alfano e ad ogni forma di bavaglio all’informazione

Oggi pomeriggio alle 14 sarò a Montecitorio a manifestare con il ddl Alfano sulle intercettazioni.

Un insidioso tentavivo di imbavagliare l’informazione su carta stampata, vietando la pubblicazione di contenuti delle carte processuali, e per i blog e tutta l’informazione sul web che non è registrata al tribunale come testata giornalistica.

Con il ddl Alfano infatti è prevista l’applicazione dell’obbligo di rettifica come per i giornali che fanno informazione per professione e che hanno l’obbligo di rettificare entro 48 ore pena una multa salata.

Per un blog che solitamente è gestito da una sola persona che incamera in sé il ruolo di editore, direttore e giornalista, motivi del tutto fisioligici difficilmente permetteranno che i tempi previsti dalla legge sulla stampa – obsoleta e inadeguata rispetto ai tempi – siano rispettati. Tradotto vuol dire chiusura per rettifica.

Comunque dissento categoricamente dal ddl Alfano, e da questo blog, qualora ce ne fosse il bisogno, farò disobbedienza civile contro ogni forma di imbavagliamento del diritto di informare e di essere informati. Qualunque forma essa sia. Ddl Alfano, emendamento D’Addario e via dicendo.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

2 pensieri su “Disobbedisco al Ddl Alfano e ad ogni forma di bavaglio all’informazione”

  1. Questo è fascismo.Con questa legge, non solo vogliono imbavagliare la stampa, ma i cittadini non debbono sapere.Le intercettazioni sono pericolose alla casta, è necessario abolirle.Perchè conoscere i misfatti di Anemone, i comportamenti di Scaiola e di Bertolasi?.
    Comprendo la riserbatezza, comprendo la lungaggine dei processi, ma le leggi suggerite dal governo mirano ad altro. Se veramente hanno a cuore la riservatezza e l’accorciamento dei processi, potrebbero farlo con interventi mirati, ma i primi ad approfittarne sono loro, i governanti.Non sono nemmeno d’accordo per la prescrizione dei processi.Se uno commette un reato e questo va nel dimenticatio, ma per caso viene scioperto dopo molti anni, e colui che lo ha commesso si è rifatto una vita, ben sta la prescrizione. Ma chi viene scoperto subito, non può invocare la prescrizione, per ordine burocratico.
    Michele renzulli

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