Nostro eroe è Giovanni Falcone, il loro è Mangano

Dopo diciotto anni dalla strage di Capaci si continua ad indagare sull’attentato al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo, morti insieme a tre uomoni della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinario e Vito Schifani. È stata riaperta poi l’indagine sul fallito attentato all’Addaura, che sembra essere stato un tentativo di depistaggio.

In tutti questi anni continua ad esserci quel filo rosso che spesso collega mafia e politica, invertendone in alcuni casi anche i ruoli. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso dice che le stragi servivano per favorire un’entità politica. Dunque la commemorazione del 23 maggio non deve essere retorica né rituale. Nel video, il magistrato Vincenzo Marinelli ricorda il sacrificio di questi uomini morti in nome della legalità con una analisi sull’attuale situazione politica.

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Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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