Strage di Ustica e Mafia: come imbavagliare un disastro

Ogni volta che si comincia a leggere di mafia e mafiosi si finisce sempre col parlare del sequestro di Aldo Moro, di servizi deviati, di P2, della morte di Enrico Mattei e del giornalista Mauro de Mauro, di quella di Pier Paolo Pasolini, e di tanti altri casi come la Strage di Ustica. Tutte queste storie hanno delle parti di racconto che rimangono nell’ombra, ma è come se fossero collegate da un filo rosso.

Anche nel libro di Francesco La Licata e Massimo Ciancimino, Don Vito (ed. Feltrinelli, 18 euro), non mancano particolari (anche privati) di queste storie. Massimo, il figlio più piccolo del padre Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, racconta che:

«Una sera eravamo a Mondello e stavamo andando a cena al Circolo Lauria, verso le 21.30. A un certo punto veniamo raggiunti da un signore che dice di essere latore di un messaggio urgente da parte dell’onorevole Attilio Ruffini, fino a qualche settimana prima ministro della Difesa. Il messaggero comunica a mio padre che Ruffini ha bisogno di un incontro urgentissimo. Il ministro era suo grane amico e nella Dc siciliana aveva un grande peso.

Cos’era accaduto quella sera? La sciagura di Ustica: il DC9 dell’Italia disintegrato in volo con ottantuno persone a bordo. In sostanza mio padre veniva mobilitato per controllare e vigilare affinché non divenisse pubblicata la notizia della reale causa di quella sciagura, e cioè che l’areo era stato abbattuto nel corso di una “operazione di guerra” tra servizi segreti stranieri. Poi si apprenderà la pista del Mig libico e dei servizi francesi, cosa che mio padre aveva saputo in tempo reale.»

Don Vito dovette raccontare all’amico Roberto Parisi dell’accaduto perché sul DC9 viaggiavano moglie e figlia dell’ingegner Parisi. Quest’ultimo poi fu ucciso per un affare che riguardava un’azienda ittica. Ma questa è tutta un’altra storia.

Della Strage di Ustica dunque molte cose sono rimaste irrisolte e quel poco che sappiamo non lo avremmo mai saputo se ad esempio fosse in vigore il ddl Alfano, la cosiddetta legge bavaglio. Così Alessandro Gamberini, avvocato delle famiglie vittime della strage di Ustica, spiega gli ostacoli che il ddl intercettazioni avrebbe posto all’inchiesta.

httpv://www.youtube.com/watch?v=6j3Wgw9PHgU

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

2 pensieri su “Strage di Ustica e Mafia: come imbavagliare un disastro”

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