C’è ancora il bavaglio nella legge bavaglio?

Sì, no, forse. Dopo le «aperture» del solito Massimo D’alema al testo sulle intercettazioni, viene da chiedersi a che punto si trova il famigerato ddl Alfano un mannaia per giudici, giornalisti e blogger.

Una serie di contentini a qualche editore o politico potrebbe bastare per far calare la guardia sul questo testo che – è dovere ribadirlo – non fa altro che imbavagliare carta stampata e siti di informazione.

Stefano Rodotà invita a stare ancora molto attenti. Il testo infatti, almeno per quanta riguarda l’informazione, sembra essere ritornato a quello che fu approvato alla Camera dei Deputati, ma questa non è una vittoria. Rodotà lo ha sempre detto che il ddl Alfano va abolito.

In tema di intercettazioni, sembra che adesso si darebbe la possibilità ai giudici di poter intercettare per un periodo non più limitato ai sei mesi, però con una richiesta di proroga ogni 48 ore. Il giudizio su molte cose – dice Rodotà – rimane sospeso finché non verranno lette le nuove norme. Bisogna poi stare attenti – calca ancora l’ex garante della privacy – che lo stralcio delle norme sul segreto di Stato per le conversazioni degli 007 non venga reintrodotto con un’ulteriore disciplina.

Per la carta stampata altre aperture per il racconto degli atti giudiziari. Si possono raccontare per riassunto, ma non le intercettazioni, anche se non sono più coperte da segreto.

La partita rimane aperta, specie per noi blogger. Che ne sarà di noi?

Link: Speciale No Bavaglio

foto: ckorange

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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