E Bersani disse No al Ponte! Ma l’opposizione la fa Irene Tinagli

Se c’è una cosa che non mi piace di Ballarò sono i servizi. Non che non spieghino bene o più o meno bene i concetti, ma il fatto è che sinceramente faccio proprio fatica a capire perché ogni volta che un giornalista (di solito del Corsera) si mette a spiegare una norma o una legge e scrive qualcosa, la telecamera riprende l’appunto con tre parole. Un’inquadratura orribile. Ma questi sono gusti.

A parte la qualità cinematografica dei serivizi di Ballarò penso si possano criticare ben altre cose, ma non tutte addebitabili a Giovanni Floris. Che colpa ne ha il conduttore se Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, non buca lo schermo e quando parla si stenta a capire cosa stia dicendo?

Per non parlare del noto editorialista del Corriere della Sera ancora scosso dalla apparizione aliena di Vittorio Zucconi ad Annozero. Poveraccio, i magistrati «non si devono indignare», dice Battista. Perché «il magistrato deve essere freddo» e «leggere le carte». Le sue parole sono di risposta al servizio di Ballarò sul ddl intercettazioni o meglio al pm Henry John Woodcock che dice di non capire questa legge al punto che sarebbe disposto a rinunciare al 30 per cento del suo stipendio se la legge venisse cancellata.

Ma a Ballarò non si parla solo di legalità, lo sappiamo. E tra un batti e ribatti tra il ministro dell’Interno e Bersani sulla manovra economica, un “perché l’opposizione non aiuta il Governo” di Battista, ecco che si rompono gli schemi, e lo schermo.

Irene Tinagli si meraviglia di Berlusconi che chiede di immaginare ad essere come lui una volta alzati la mattina. Perché lui non prova a mettersi nei panni degli italiani? Si chiede la brava Tinagli. Magari quegli italiani di cui si parla nell’ultimo rapporto Istat, quell’esercito di precari, di “bamboccioni” che stanno a casa perché non trovano lavoro.

Intanto continuiamo a sbalordirci del fatto che i fondi dati alle scuole servono per il 90 per cento a pagare i professori. Se ne meraviglia sempre Battista. È vero, molto denaro andrebbe gestito meglio. Ma perché continuiamo a tagliare?

In Italia il disoccupato è Berlusconi. Poveretto anche lui, che dopo le elezioni era il tempo della riforma fiscale, «ma Tremonti non gliela fa fare». Sì Tremonti, quello che non lo ha difeso martedì scorso sempre a Ballarò tanto da far inveire lo stesso Presidente del Consiglio contro Floris e i sondaggi di Paglioncelli. Sempre lo stesso Tremonti, che per ben tre volte – quest’anno – è andato da Berlusconi con la lettera di dimissioni.

Un appunto però lo dobbiamo prendere. Non perdiamolo. Bersani ieri sera lo ha detto: «Cacciate il Ponte dello Stretto». Ecco, prima che se ne penta (o se ne dimentichi) noi memorizziamo, magari anche con un bel video. Non si sa mai, perché con questa opposizione c’è il rischio che se la mela cade ci troviamo pure impreparati.

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Video:

Primo Intervento di Irene Tinagli a Ballarò

httpv://www.youtube.com/watch?v=feJIkvdrunQ

Secondo intervento di Irene Tinagli a Ballarò (da 2 minuti e 21 secondi)

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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