Che cos’è la legge bavaglio o ddl intercettazioni?

Vedo che in molti stanno cercando informazioni sul ddl Alfano e arrivano sul mio blog cercando “che cos’è legge intercettazioni” o “cos’è ddl Alfano”, ” che cosa è la legge bavaglio”, “cos’è ddl intercettazioni”.

Chi mi trova viene indirizzato ad un post con video di Arturo di Corinto. Il testo ha subito delle (piccole) modifiche. Vediamo cosa succede con la legge bavaglio sulle intercettazioni:

Secondo le nuove norme contenute nel testo su cui il Governo ha posto la fiducia, si possono raccontare per riassunto gli atti di un processo quando questi non sono più coperti da segreto. È vietato però raccontare il contenuto delle intercettazioni (o carcere fino a tre anni più sospensione della professione), nemmeno per riassunto. Stessa cosa per i brogliacci. Vietata la pubblicazione del contenuto di essi, pena multa fino a 10 mila euro per il giornalista e per l’editore fino a 450 mila euro.

I magistrati hanno un limite di 75 giorni per intercettare (anche intercettazioni ambientali), con proroga di tre giorni ogni tre, solo se l’intercettazione serve come prova schiacciante oppure se c’è il rischio di un nuovo reato. Servono però «gravi indizi di reato»Per mafia e terrorismo non vi posto il limite e servono «sufficienti indizi di reato».  Le intercettazioni devono essere poi autorizzate da tre giudici e non più dal Gip (giudice di indagine preliminare).

I pubblici ministeri vengono messi a tacere. Non possono rilasciare dichiarazioni e se venissero indagati per rivelazione del segreto di ufficio possono essere sostituiti. I giornali non possono pubblicare né foto, né niente riguardante il magistrato di una indagine in corso.

Non si possono effettuare registrazione (emendamento d’addario) previo consenso delle parti a meno che non si sia giornalista pubblicista o professionista, o agente dei servizi segreti.

La legge non è retroattiva, quindi i processi in corso non saranno colpiti dai suoi effetti. Solo quelli dopo dell’entrata in vigore.

Per i Blogger viene richiesto il diritto di rettifica come quotidiani in edicola e tg fino a tutti i siti internet. «Anche chi ha un blog non registrato come testata giornalistica (quindi non soggetto alla legge sulla stampa) avrà l’obbligo pubblicare la rettifica – su richiesta della persona che si ritiene offesa – entro 48 ore».

Vi è poi una norma salva-preti. Se un sacerdote viene indagato o viene arrestato bisogna avvertire il vescovo cui afferisce il prete. Mentre per vescovi e gradi più alti bisogna rivolgersi direttamente alla segreteria di Stato vaticana.

[fonti: Repubblica e Kataweb]

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.