Aldo Brancher, Il Partito dell’Amore odia a morte la legalità

In seguito alla nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del federalismo, Vincenzo Marinelli, magistrato e scrittore, ha fatto il seguente commento:

IL PARTITO DELL’AMORE ODIA A MORTE LA LEGALITÀ

Aldo Brancher (ex dipendente Publitalia, primo uomo Fininvest a finire a San Vittore) è stato nominato ministro per l’Attuazione del federalismo. Potrebbe sembrare un episodio marginale, ma non è esattamente così.

In un colpo solo vengono inferte 3-4 ferite alla Costituzione, riguardanti il passato, il presente e il futuro.

Brancher: da Publitalia a ministro della Repubblica, passando per le patrie galere. Una bella carriera! Riemerge per l’ennesima volta il tentacolare conflitto di interessi del cavaliere, padrone di Publitalia e Fininvest e “utilizzatore finale” delle prestazioni di Brancher.

Ulteriore ferita. In un periodo di crisi, nel quale occorre, non a parole ma nei fatti, ridurre il costo della politica, si è creato un altro ministero inutile, uno scatolone vuoto. Già avevamo, nello stesso settore di competenze, Umberto Bossi, ministro delle Riforme e l’odontotecnico Roberto Calderoli, titolare della Semplificazione legislativa.

Altra ferita ancora. Brancher è coinvolto nel processo Antonveneta. Tra pochi giorni, il 26 giugno 2010, è convocato a Milano con l’imputazione di appropriazione indebita. Ora ottiene il gratta e vinci del “lodo Alfano”, il famigerato “legittimo impedimento”, che permette a Berlusconi e ai suoi ministri di non comparire davanti ai giudici, adducendo motivi istituzionali autocertificati. Una bella comodità! È facile prevedere che il processo, per il Brancher, passerà in cavalleria, come quelli del cavaliere.

Tutti i non bendati sanno, e per primi gli autori di questa ennesima legge porcata, che si tratta di una normativa incostituzionale, tant’è che la si è presentata come “legge-ponte”, in attesa che si riesca a varare una legge di revisione costituzionale. Intanto però, finché la Corte costituzionale non abbia il tempo di pronunciarsi, la legge-ponte-porcata è pienamente operativa. Il giochetto si può chiamare: “incostituzionalità a tempo”.

Hanno inventato anche questa. È incostituzionale ma si approva lo stesso, per non farsi mancare nulla. Il primo guardiano della Costituzione, il Presidente della Repubblica, lascia correre e il secondo guardiano, la Corte costituzionale, non può intervenire immediatamente.

Il Partito dell’amore odia la legalità e, in primo luogo, la Carta costituzionale.

Vai al video di Vincenzo Marinelli, La Costituzione ferita.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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