L’impunito Brancher e il grande ricatto del Berlusca

In seguito alla richiesta del ministro Aldo Brancher di avvalersi del “legittimo impedimento” a comparire al processo, Vincenzo Marinelli, magistrato e scrittore, ha fatto il seguente commento:

Non occorreva essere “di profetico spirito dotato” per capire dove si andava a finire. L’ho dichiarato al blog di Damiano Zito il giorno dopo la nomina. Brancher è stato fatto ministro per dargli l’assist del “legittimo impedimento” previsto dal “lodo Alfano”. E mettendo, come si suol dire, il dito sulla piaga ho mostrato come, in un colpo solo, siano state inferte 3-4 ferite alla Costituzione.

Brancher non si è presentato, dicono le cronache, all’udienza del processo che lo vede imputato di appropriazione indebita e di ricettazione. Ha puntualmente fatto chiedere l’applicazione del “lodo Alfano”.

Dal punto di vista giuridico l’imputato non può essere considerato colpevole fino a condanna definitiva. Ma dal punto di vista etico-politico l’ordine di valutazioni è diverso, a maggior ragione quando si cerca di ritardare il processo.

È bene ricordarselo sempre, visto che abbiamo un Parlamento e una classe politica in cui gli imputati sono in buon numero. Non c’è alcun bisogno di aspettare sentenze definitive per dire che ciò è riprovevole ed è una delle ragioni per cui tanti cittadini sono lontani dalla politica.

Non sappiamo se si pronunci Bràncher o Branchèr. Sappiamo però per certo che lo si può definire un “impunito”. Così viene chiamato, a Roma, chi si muove con bella sicurezza e faccia tosta sapendo, o pensando, di poter godere di impunità.

Di fronte alla faccia tosta di questo famiglio di Berlusconi, il presidente della Repubblica Napolitano si è indignato anche lui e ha fatto diramare dal Quirinale una nota in cui si precisa che il Brancher, ministro senza portafoglio, non può invocare alcun legittimo impedimento.

Non lo può fondatamente invocare, è opportuno aggiungere, né di fatto né di diritto.

Sotto il primo profilo va notato che Brancher non ha un bel niente di cui si debba occupare al momento, visto che non si sa bene neppure che delega abbia. Originariamente era quella “per l’attuazione del federalismo”. Ora pare si tratti di una delega “per il decentramento e la sussidiarietà”, ma la Gazzetta ufficiale ancora non l’ha annunciato al popolo felice. Giustamente si è detto che la delega sostanziale è un’altra: Brancher è ministro “per il legittimo impedimento”.

Va aggiunto, sotto il profilo giuridico, che l’art. 95 della Costituzione prevede soltanto ministri con dicasteri, non anche ministri senza portafoglio. Sicché, essendo il “lodo Alfano” una normativa di carattere eccezionale ed essendo le norme eccezionali “di stretta interpretazione”, vi sono buone ragioni per ritenere che il Brancher non possa essere “scudato”.

Ma lasciamo da parte il tecnicismo giuridico per chiederci come mai il presidente Napolitano, malgrado il quotidiano allenamento alla “convivenza” con Berlusconi, sia stato così sanamente reattivo. Avrei, sommessamente, un’ipotesi.

Credo che Napolitano abbia accettato di apporre la sua firma sotto la legge porcata che va sotto il nome di “lodo Alfano” perché ha scelto il male minore (o porcata minore che dir si voglia). L’alternativa era che Berlusconi facesse definitivamente approvare dalla maggioranza bulgara “ad personam” la legge sul “processo breve”, con la messa a morte di centinaia di migliaia di processi. Di fronte a questo ricatto, Napolitano si è turato il naso e ha firmato il lodo.

Ma quando poi ha visto che il lodo doveva servire non solo per bloccare i processi a Berlusconi ma anche per dare impunità ad altri soggetti fatti ministri appositamente per questo scopo, non ce l’ha fatta (quando è troppo è troppo) ed è sbottato. Bene, è un segno di buona salute.

Vai al video di Vincenzo Marinelli, La Costituzione ferita.

httpv://www.youtube.com/watch?v=NUWtQYkwATA

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

Lascia un commento