Il Pdl propone il carcere per la violenza su internet. Ma è una bufala? [Update: è una bufala]

Aggiornamento: Svelata la bufala da Nonleggerlo.

Fabio Chiusi mi segnala una notizia, ripresa dal quotidiano La Stampa, lanciata dall’agenzia Adnkronos. Si tratta della proposta di legge per regolamentare i “crimini” anche sul web. Chi istiga alla violenza su internet subisce una pena aggravata proprio perché il fatto è stato commesso in rete. L’ “aggravante facebook”. Lo aveva chiamato più o meno così Fabio Chiusi, sul suo blog “Il Nichilista“, che però oggi fa notare come la notizia riportata sul sito del giornale torinese, che ha aperto anche un sondaggio, possa essere in realtà un bufala.

Infatti la proposta del Pdl “Introduzione del reato di istigazione e apologia dei delitti contro la vita e l’incolumità della persona” è il ddl Lauro, presentato a dicembre 2009. Fabio scrive che  «a me risulta l’esame in Senato non sia mai iniziato». Come si può notare sul sito del Senato effettivamente i lavori sembrano fermi e l’ultimo aggiornamento risale al 26 gennaio 2010.

Interrogando Google poi, si trovano tracce del ddl Lauro solo articoli risalenti allo scorso dicembre e poi sul sito gaynews24 un post datato 9 giugno 2010.

L’impressione è che si tratti ancora di una delle tante catene di sant’antonio destinate ad essere smontate.

Tuttavia se qualcuno avesse maggiori informazioni lo prego di mandare una segnalazione a me o a Fabio sul suo blog. Non si sa mai.

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PS: Che la Rete sia continuamente sotto attacco con tentativi insidiosi nascosti nel comma di qualche legge, ormai è risaputo. L’attuale legge bavaglio, che ha molte contraddizioni, impone ai blog e ai siti informatici, il diritto di rettifica in tempi e modi uguali a quelli di un professionista o di una testata giornalistica.

Occorre concentrare le nostre energie quindi per fa sì che il bavaglio non venga esteso ai nostri blog e queste energie è bene che non vengano sprecate per controbattere alla disinformazione che anche in rete genera tanta confusione. È il caso dell’emendamento D’Alia. Per giorni le nostre caselle di posta sono state intasate da una bufala su cui ci è cascato anche Marco Travaglio, e se non ricordo male anche Antonio Di Pietro e Sabina Guzzanti.

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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