Il Bavaglio alla Rai

«Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte», queste e tante le parole contenute nella lunga lettera che Maria Luisa Busi ha indirizzato al direttore del telegiornale di Raiuno, Augusto Minzolini.

L’informazione in tv da qualche anno a questa parte è decisamente poco libera dalle espressioni dei partiti politici che siedono nelle poltrone di importanti consigli di amministrazione. Il giornalista dovrebbe essere il cane da guardia contro la casta politica e invece in Italia somiglia sempre più a un cane da compagnia.

Il Tg1 è l’organo televisivo ufficiale dell’attuale maggioranza, per essere più sincero Minzolini dovrebbe «ammettere da stare dalla parte del Governo». Suonavano più o meno così le parole di Giorgio Stracquadanio, berlusconiano doc, in una intervista a Luca Telese sul Fatto Quotidiano.

Gli aquilani ad esempio sanno bene quanto l’informazione del Tg1 sul sisma sia stata parziale per non fare un torto a chi stava gestendo il disastro creato dal sisma del 6 aprile 2009, ovvero a Silvio Berlusconi e a Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile.

In Rai non si lavora certamente tranquilli. Le pressioni sono all’ordine del giorno e quando una decisione arriva dall'”alto” bisogna rispettarla. La storia della televisione italiana è fatta anche di epurazioni, editti bulgari che però assumono forme sempre più “formali”. Semplice cambio di registro. Minzolini ha fatto fuori la Busi e Tiziana Ferrario perché a suo modo di  vedere, commentavano le notizie (sic) con la mimica facciale. Si parla di servizi su come diventare maggiordomi, sui cenoni, sui fantini di pezza che corrono sulle pecore.

La legge bavaglio ha creato una reazione anche in chi in questi anni è stato accusato di non fare bene informazione. Tutti oggi sono contro il bavaglio ai giornali, alla Rai, alla Rete. Anche i politici, dell’ormai ex Ulivo, che votavano il bavaglio firmato Mastella che era identico ad uno dei primi testi dell’attuale ddl che Berlusconi vorrebbe far approvare in tutta fretta.

Oltre a dire No al Bavaglio dovremmo chiedere anche che i partiti vadano via dalla Rai. È un dovere.

Di seguito l’intervista ad Andrea Vianello, conduttore di Mi manda Rai3:

httpv://www.youtube.com/watch?v=7T6AKhtFa8g

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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