L’estate italiana tra calippi e cagnara

dalla Calabria baciata dal sole del pomeriggio

Tra bollini neri, rossi, gialli o verdi l’Italia parte, resiste, sta a guardare. Questa non è l’estate calda che viene mostrata in televisione, della palestra sulla spiaggia, del personal trainer che ti segue fino a sotto l’ombrellone, dei calippi.

La sensazione è che nonostante l’esodo ingigantito dai telegiornali molti italiani siano rimasti a casa. È l’estate della crisi economica. Lo si percepisce a Roma, come in Calabria. I commercianti che si guadagnano da vivere nei mesi estivi lo sanno bene e non sperano più nelle due settimane centrali di agosto. Non bastano per guadagnare il necessario.

La discussione politica va avanti, ma il tema del dibattito è incentrato sui Gianfranco Fini (ormai la vera opposizione di Berlusconi) e sul governo tecnico del Partito Democratico (che non fa opposizione ed è impaurito dalla possibilità di andare alle urne).

Per Mamma Rai l’approfondimento politico non serve. Intanto il debito dei comuni arriva a 62 miliardi di euro, gli under 40 sono sempre senza lavoro, i ricercatori vengono derisi, i precari della scuola attendono, gli evasori continuano ad evadere e i più furbi si fanno strada negli alti piani.

foto: fabriziosinopoli

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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