Uomini violenti, donne indifese

Chi ricorda il clima della campagna elettorale che ha portato al Governo gli xenofobi della Lega Nord? Slogan e propaganda politica contro gli «stranieri» che «vengono in Italia per stuprare le nostre donne»? Appena finite le elezioni gli stupri sono finiti, o meglio sono scomparsi dalla cronaca giornalistica e della violenza sulle donne non è importato più a nessuno, anche perché l’Istat ha fornito dati molto chiari. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene dentro le mura di casa e non è importante se sei italiano, romeno, bianco o nero, la violenza avviene e spesso non viene denunciata, per paura o per chissà quale altro motivo.

Una sera di questa estate mi trovavo a Palmi, in piazza Primo Maggio cantava Francesco Renga. Ogni anno per la festa di Palmi i marciapiedi vengono occupati da diversi venditori ambulanti e molta gente si riversa per le strade della città della Piana creando un fiume di persone che camminano quasi una sopra l’altro. Il passeggio diventa faticoso, ma è un buon momento per incontrare amici e conoscenti.

In uno dei momenti più attesi della serata, quello dei soliti fuochi di artificio che chiudono il ciclo delle serate di festa, mi trovavo proprio nei pressi di piazza Primo Maggio quando il concerto di Renga e lo “sparo” dei fuochi erano ormai terminati. In quel momento di confusione a qualche decina di metri più distante da me, vi era un signore che si trovava vicino al banchetto di una di quelle donne con sembianze orientali che scrivono i nomi su cartoncino bianco utilizzando colori all’olio.

Il banchetto si è ribaltato (perché qualcuno ci ha sbattuto involontariamente) ed è andato a finire sui pantaloni del signore che si è messo ad urlare inferocito verso la povera donna che indifesa ha subìto le botte del marito che stava lì a fianco mentre quel signore infuriato continuava a puntare il dito contro quella signora indifesa che ha saputo solo mettere le mani sopra al capo, accucciarsi e subire la violenza del suo compagno.

È stata una scena orribile, che mi ha fatto riflettere molto un po’ per l’atto in sé, un po’ perché nessuno lì vicino è intervenuto a dire a quell’uomo di fermare quelle mani. Ho pensato a tutte quelle donne che vivono sotto la cruda violenza fisica e psicologica di uomini che magari hanno pure amato. Non riesco proprio a sopportare l’idea che le donne ancora oggi vivano sotto l’imposizione maschile per questioni legate al solo fatto di essere “donna”, per questioni di religione o politiche.

Non è solo dei casi come quello di Sakineh che dovremmo indignarci e mobilitarci per poi stare in silenzio per altre violenze, apparentemente meno gravi. E la politica (italiana) non deve ricordarsi degli stupri solo quando è conveniente montarci su una campagna elettorale basata sulla paura del diverso, sfruttando il dramma subito da una donna, per raccogliere consenso popolare.

Quanta violenza ancora?

foto: Riccardo La Valle

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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