No Berlusconi Day 2, e l’alternativa?

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A piazza San Giovanni per la manifestazione del Popolo Viola c’era tanta gente, non v’è alcun dubbio, non quanto quella del primo No Berlusconi Day dello scorso 5 dicembre, ma la presenza di numerosi cittadini si è fatta sentire.

Alcuni degli interventi dal palco, scanditi da artisti e gruppi musicali, sono stati ascoltati in religioso silenzio; più degli altri quello di Ilaria Cucchi che con l’emozione che travisava dalla voce, ha manifestato la sua pronda amarezza e sconfinata tristezza nei confronti dello Stato per il quale la famiglia nutriva un certo rispetto. Almeno fino a quando lo stesso Stato che doveva tutelare i diritti di Stefano, fratello di Ilaria, morto in un ospedale romano dopo essere stato arrestato e preso a botte con molta probabilità nel carcere. Le Istituzioni hanno fatto quadrato attorno a sé stesse cercando di allontanare sospetti, al punto che alcuni esponenti politici sin dall’inizio erano certi che non vi potevano essere colpevoli tra coloro i quali i Cucchi puntavano il dito. Come facevano a saperlo così presto, se ancora oggi io non so niente, si chiede Ilaria.

Tema molto caro al Popolo Viola sembra essere anche la libertà di informazione e infatti Giuseppe Giulietti intervistato dalle telecamere del Fatto Quotidiano rivendica la difesa dell’articolo 21 della Costituzione perché così facendo si difende anche il diritto di Maurizio Belpietro a dire la sua. Tesi tra l’altro avvalorata da Luca Telese (Il Fatto Quotidiano) anch’egli intervenuto dal palco per rappresentare quella stampa di certo non vicina al Premier Berlusconi, assieme a Norma Rangeri (il Manifesto), Stefano Rodotà (Repubblica) e Concorso De Gregorio (l’Unità).
Nonostante le polemiche e le divisioni che fino alla vigilia hanno tormentato questo nuovo No B Day la risposta della piazza c’è stata.

Dal palco non si sono visti né Antonio Di Pietro né Nichi Avendola comunque presenti alla manifestazione e come lo scorso 5 dicembre non sono mancate polemiche per le bandiere di partito in testa al corteo.
Dal palco e nel corteo si è invocato a gran voce il licenziamento di Silvio Berlusconi, ma nello stesso tempo la paura di essere etichettati come dipietristi, piddini o chissàcome fa sì che dal palco non si veda alcun esponente politico. Forse tutto ciò si contraddice con la richiesta delle dimissioni del premier se non si comincia a proporre una alternativa che, s’è capito, non può essere certo il Popolo Viola.

Dunque, dato che consideriamo le manifestazioni come la linfa vitale della democrazia e democrazia vuol dire anche scegliere, e, visto e considerato che siamo quasi in campagna elettorale, perché non invitare a salire sul quel palco gli esponenti del centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, magari per confrontarsi e non solo per dire quello che la piazza si vuol sentire dire? Sarebbe un buon esercizio di democrazia.

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Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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