Manifestazione Fiom, i metalmeccanici in piazza

Gli operai di tutta Italia si sono riversati nelle vie del centro di Roma fino a piazza San Giovanni per rivendicare i propri diritti sul lavoro e per chiedere più legalità. Le polemiche del giorno prima, alimentate dalle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Roberto Maroni, sono state definite da Nichi Vendola «un tentativo maldestro di produrre una criminalizzazione preventiva di questa piazza» facendo così passare «il dissenso sociale come disordine pubblico». Ciononostante il corteo è stato pacifico, anche se non sono mancati i fischi al segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni e all’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne.

Il fiume di metalmeccanici con l’elmetto rosso in testa si sentono traditi dalle nuove misure che prendono le aziende in crisi. Preoccupa il metodo Marchionne e non piacciono le delocalizzazioni, sono queste le paure di tanti operai che vivono l’incertezza del futuro della propria fabbrica.

I sindacati dei lavoratori sono spaccati. Da una parte Cgil e Fiom che scendono in piazza per spiegare che loro diranno sempre no a chi toglie i diritti dei lavoratori e dall’altra la Cisl e la Uil, «sindacati governativi» che in quanto tali «dicono sempre sì a Berlusconi e al Governo». Su questo sono d’accordo sia il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero e Maurizio Zipponi, responsabile lavoro di Italia dei Valori.

In mezzo agli operai di Pomigliano, di Mirafiori, della Federmeccanica, anche gli africani che lavorano a Rosarno e a Castel Volturno che vivono in condizioni disumane. «Basta lavoro nero» è il loro slogan. Sono stanchi di essere trattati come schiavi, «ci trattano male». E poi gli studenti universitari che in questi giorni manifestano contro la riforma dell’università. Loro sono i giovani, la spina dorsale del Paese, quelli che vengono assunti con contratti precari. Una situazione la loro, aggravata dalla «frammentazione del processo lavorativo», spiega il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini. Questa frammentazione – continua Landini – viene usata da molte aziende per mettere i lavoratori in competizione fra di loro.

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Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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