The Social Network, Facebook nelle nostre vite

di Damiano Zito per DirittodiCritica.com

Tutto è iniziato con la creazione di Facemash.com, un sito internet dove gli studenti di Harvard potevano votare la «ficaggine» delle studentesse. Una piccola creatura informatica dai gusti discutibili partorita in una notte mentre il suo creatore Mark Zuckerberg, ubriaco, aggiornava anche il suo blog.

Sono bastate poche ore e la rete dei computer dell’università di Harvard è saltata, elusa da un ragazzo impertinente.

Ma Zuckerberg non è solo l’autore della bravata, se così si può definire, di Facemash, bensì di un social network conosciuto in tutto il mondo con oggi 500 milioni di iscritti, cioè Facebook, inizialmente TheFacebook.

Un «nerd», uno «stronzo» o uno che «cerca ostinatamente di esserlo», ha messo in pratica idee che ora possono sembrare banali, ma per quanto stupide, si sono rivelate efficaci, almeno dal punto di vista della popolarità del sito blu.

Sapere cosa fanno gli amici, cosa gli piace fare nella vita, condividere esperienze, momenti, o ogni pensiero che anche se non è intelligente sembra «un crimine non condividerlo», sono i bisogni dei ragazzi di Harvard captati e trasformati in un business che ha fatturato nel 2009 oltre 500 milioni di dollari che – secondo le previsioni – dovrebbero raddoppiare a fine 2010.

Facebook è come una casa di vetro. E se Sean Parker con la creazione di Napster ha rivoluzionato il mondo della diffusione della musica, generando una discussione sul copyright, con Facebook è arrivato il momento di discutere anche della privacy, la nostra privacy gentilmente concessa a Zuckerberg. Perché «su internet non si scrive con la matita», come ricorda Erica a Mark dopo averlo lasciato.

Internet tiene traccia e memoria di tutto quello che mettiamo in rete sin da quando vi accediamo e spiegarlo a chi nasce nell’epoca dei social network è un compito che qualcuno deve compiere. Se internet è una grande memoria, Facebook è anche un grande contenitore di dati sensibili.

Nel film si discute poco di privacy, è sul non-ne-posso-fare-a-meno che si porta l’attenzione, sulla dipendenza da Facebook e su come il social network ha modificato i rapporti umani. Ma per capire bene cosa è Facebook allora la sintesi è tutta nel finale.

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Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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