L’eutanasia del mio notebook

Devo annunciare con molta sofferenza la quasi definitiva morte del mio notebook. Un vecchiotto Asus A6000vc, un portatile con cui ho condiviso molte esperienze, dal quale ho inviato diversi post in rete, video, commenti, foto. Ha resistito alle mie esigenze, alle mie richieste di essere reattivo e potente finché ha deciso di lasciarmi, di abbandonarmi. Il suo primo rifiuto a continuare il rapporto con me è avvenuto a pochi giorni dalla mia laurea, quando stavo in pieno periodo tesi, in fase di scrittura. Un po’ come il virus che ti colpisce il sistema operativo in un momento delicato, ma fortuna che io non ho di questi problemi su Ubuntu.

Così mentre programmavo e cercavo di studiare un po’ di php, javascript e mysql, il mio Asus ha detto basta. Le temperature estive non lo hanno aiutato. Ho provveduto istantaneamente a rimpiazzarlo, provvisoriamente, con un altro notebook in prestito, giusto per terminare la stesura della tesi e per la discussione.

Ora provo da settimane a tenerlo in vita. In verità si accende ma si rifiuta di funzionare correttamente, si blocca, qualcosa non va. Sembra che la scheda madre riceva falsi contatti, mandando in tilt le porte usb, il touchpad e la ventolina del processore. Una operazione dopo l’altra e mi rendo conto che non vuole che sapere. Mi sta dicendo di staccargli la spina, una sorta di eutanasia. E lo capisco. In cambio i suoi organi potranno servire a salvare qualche altro computer. Troppo silicio in una carcassa di plastica, per poterlo buttare nel comune secchio dell’immondizia.

Ecco, a proposito, ricordatevi che i vostri oggetti elettronici, computer, schede video, bacchette di ram, cellulari, una volta che hanno terminato il loro ciclo di vita, vanno smaltiti correttamente, altrimenti vanno a finire nelle terre africane dove i bambini in mezzo ai fumi emanati da questi rifiuti elettronici ci vanno a giocare, altri invece vanno a recuperare materiale da rivendere, inalando aria nociva.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

Un pensiero su “L’eutanasia del mio notebook”

  1. *Bravo, bravo. Ti stimo.*

    Si, beh, cioè.
    Porti la gente a fare cose che non vorrebbe affatto, tipo applaudire *plak plak*.

    Mi spiace per il tuo gioiellino.
    Anch'io ricordo con nostalgia il mio IBM ThinkPad.
    Ai miei lontani 6 anni l'hanno passato a mio padre per 40 misere mila lire,
    perciò immagina quanto possa valere ora.
    Senza il TouchPad, siamo ancora all'era del pallino rosso il mezzo alla tastiera, xD.

    Però pagherei per averlo, ora, uno uguale uguale.
    Ci monto su Linux, e vedi se non schizza lo stesso, U.U ..

    Well..
    Bye boy. I'm sorry for you.

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