Benvenuti in Padania

Nel fortunato film di Luca Miniero, Benvenuti al Sud, il regista tenta di sfatare i più sfacciati luoghi comuni sui meridionali. Anche se la pellicola, che realizza una buona pubblicità al Sud, non è politica, sembra voglia fare una pernacchia alla Lega Nord, il partito di Umberto Bossi che dopo il federalismo fiscale tornerà certamente a chiedere la secessione. Termine che sembra essere sparito dall’agenda leghista, ma è evidente che l’obiettivo per gli uomini dalla cravatta verde sia quello di far ristampare cartine geografiche, mappamondi e libri scolastici per imprimere la scritta Padania nel Nord-Italia, magari a a caratteri cubitali P-A-D-A-N-I-A.

Nelle puntate di Vieni Via Con Me Roberto Saviano è riuscito nel giro di 30 minuti a far arrabbiare sia i mafiosi che i leghisti: la polemica si è incentrata proprio sulle infiltrazioni mafiose al Nord, in particolare sulla ‘ndrangheta che cerca contatti nella politica che controlla il territorio, e chi meglio della Lega ha popolarità in quelle regioni ricche e industrializzate sulle quali la ‘ndrangheta ha messo mano? Domanda retorica, ma che ha fatto sobbalzare dalla sedia il nostro Ministro dell’Interno Roberto Maroni che con la scusa del contraddittorio ce lo siamo ritrovati su tutte le reti televisive a ripetere i numeri dei criminali acciuffati dal 2008 ad oggi.

Saviano ha spiegato come la ‘ndrangheta cerca di infiltrarsi nelle istituzioni senza guardare a destra o a sinistra, come da sempre accade e ciò ha scatenato dure reazioni.

Ma ciò che la Lega non riesce a vedere è come la ‘ndrangheta sia riuscita ad applicare (a suo vantaggio) il federalismo. La struttura ‘ndranghetista infatti è già di suo una gerarchia che lascia ai locali una determinata autonomia. Dopo aver piantato i suoi tentacoli in tutta la Calabria a discapito della gente per bene, si è allargata stringendo sodalizi sia con la Camorra napoletana (ad esempio nel basso Lazio) che con Cosa Nostra, la mafia siciliana che ancora prima della ‘ndrangheta si è infiltrata nei palazzi romani.

Roberto Castelli, leghista ed ex Ministro dell’Interno, ha mostrato in tv un volantino con uno slogan che recitava più o meno così: “basta emigrazione, non vogliamo la ‘ndrangheta al Nord”. Era un manifesto leghista del 1987 contro chi andava a lavorare al Nord, quel volantino in poche parole accomunava tutti i meridionali a mafiosi. Insomma un concetto razzista fatto passare per campagna antimafiosa. Benvenuti in Padania.

Questo articolo è stato pubblicato su L’Isola – quindicinale siciliano

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Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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