Cari Traditori…

«Cari Traditori», inizia così l’editoriale di ieri del direttore di Libero Maurizio Belpietro, rivolgendosi ai deputati pronti a sfiduciare Berlusconi il prossimo 14 dicembre.

Dei «perfetti sconosciuti» diventati parlamentari solo grazie a B. – scrive Belpietro -, si preparano a «cambiare casacca» per allinearsi con la sinistra, mandando a casa il premier e quindi a «pensionarlo». La prima pagina di Libero ritrae le foto e l’indirizzo mail dei deputati traditori. Si va da Italo Bocchino a Chiara Moroni, da Giulia Bongiorno, a Fabio Granata, Benedetto della Vedova, Flavia Perina, Adolfo Urso, fino a Daniele Toto, nipote di Carlo patron di Airone tra gli imprenditori elogiati da Berlusconi per la famosa cordata che ha fatto nascere la nuova Alitalia. Che – aperta parentesi – per Toto ha significato anche la salvezza per la sua azienda sommersa dai debiti. Chiusa parentesi-

Non iniziate dunque a dire che usano «i giornali come manganelli» perché a Belpietro non gliene frega una tubo. I deputati di cui sopra hanno violato il «contratto» con gli italiani e gli va bene che non sia prevista una «penale» da pagare.

E non solo. Nel Quarantotto – scrive ancora il direttore di Libero – chi scrisse la Costituzione non immaginò neppure lontanamente che i parlamentari potessero voltare gabbana.

Peccato che sia falso. Cos’è infatti quell’articolo 94 della nostra Carta costituzionale che parla esplicitamente di mozione di sfiducia come atto per togliere il proprio sostegno al Governo? Semmai – questo bisogna dirlo – una cosa vera è che mai nel corso della storia repubblicana le forze di opposizione siano mai riuscite a sfiduciare il Governo con una mozione. È accaduto che il presidente del Consiglio quando riteneva di non avere più i numeri per governare abbia deciso di salire al Colle e chiedere al Capo dello Stato di sciogliere le Camere, indire le elezioni o nominare un governo tecnico. Un governicchio.

Un’altra differenza da sottolineare è che la proposta avanzata dal cosiddetto Terzo Polo (quello della Lista Civica Nazionale) ce la vogliono far passare come la soluzione migliore, quella giusta, responsabile. Lo chiamano già il “governissimo“.

Ma le facce sono sempre le stesse.

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

Lascia un commento