Domande, domande, domande a Massimo D’Alema

Le malelingue dicono le cose peggiori su di lui. A peggiorare la situazione o a confermarla, le corrispondenze tra le ambasciate pubblicate da Wikileaks che parlano di Massimo D’Alema come un ottimo interlocutore di Berlusconi che aveva cercato in baffino una spalla su cui appoggiarsi per far approvare le leggi di proprio interesse.

Il giusto interlocutore dunque, lo «smartest guy in the room» che dialoga con B. ripagato – dicono sempre i cattivi commentatori – con:

  • la candidatura a Ministro degli Esteri dell’Unione Europea (ma senza successo)
  • la candidatura a Presidente del Copasir, il Comitato per la sicurezza della Repubblica italiana (questa con grande successo)

D’Alema, anche noto come Baffino o Lìder Maximo, è un politico furbo, ritenuto responsabile di molte delle sconfitte del centrosinistra italiano, la impersonificazione della nomenklatura. Non a caso i candidati alle primarie da lui sostenuti hanno perso le Primarie del Partito Democratico.

Vederlo in leggera difficoltà è raro, ma è altrettanto rarissimo trovare un giornalista che lo tartassi di domande, una dietro l’altra, senza quasi prendere fiato. Domande, domande, domande a cui segue un evidente imbarazzo dell’attuale Presidente del Copasir il quale rimanda il cronista a studiare sulle carte della legislatura che lui capeggiò come capo di Governo.

foto: Toni De Falco

httpv://www.youtube.com/watch?v=PatJplcuGL4

Pubblicato da

Damiano Zito

PhD Student e Ingegnere Elettrico. Blogger su il Fatto Quotidiano. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Attualmente vivo a Roma. Sul mio blog riverso pensieri, opinioni, collaborazioni e quando capita anche esperienze personali. Mi piacciono la cucina e i vini italiani.

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