Un passo indietro, un passo avanti

Il malessere avvertito dalla generazione dei giovani è sfociato in una manifestazione nei giorni scorsi che si è trasformata da pacifica a violenta e che ha interessato il centro di Roma. La capitale è stata assediata e messa a ferro e fuoco con scene che riportano agli anni di piombo, a quelle lotte di una violenza che aveva l’obiettivo di distruggere ogni cosa, anni in cui chi scrive non era ancora nato. Le violenze di oggi ricordano un periodo vecchio e buio dell’Italia e nonostante il tempo passato, in filigrana si intravedono ancora le immagini di quei giorni.

Da settimane cerchiamo di raccontare in questa rubrica i disagi di una generazione senza futuro, che magari scappa dal Sud verso il Nord per poi trovarsi un posto da precario nella città che la accoglie.

La rapina del futuro ai giovani sta causando uno scontento sociale e il gap, cioè la distanza di età che separa la classe politica da chi invece dovrebbe già avere un ruolo affermato nella società, non aiuta a placare le tensioni.

Questa rievocazione del passato purtroppo è qualcosa di vecchio che non contribuisce a creare niente di nuovo. L’emulazione dei movimenti autonomi degli anni di piombo sono cosa vecchia, è vecchia ogni cosa che si cerca di imitare e non basta la rabbia e la distruzione a cambiare le cose.

Sono molti i problemi che affliggono gli under 40 che oggi non riescono nemmeno a lasciare la casa dei genitori. Gli affitti insostenibili e le banche che non accendono mutui alle giovani coppie non aiutano a migliorare questa situazione. Sono infatti false le pubblicità delle banche che sponsorizzano nuove formule per i “bamboccioni” che vogliono prendere casa.

Questi giovani trentenni e quarantenni che scendono per strada con gli studenti lo fanno perché sono precari da decenni, salgono sui tetti per manifestare il disagio di essere ricercatore e per dissentire dai tagli alla cultura e alle università.

La rabbia e la disperazione stanno attraversando sicuramente tutta l’Europa: i fatti di Londra, Parigi, Atene non sono così distanti da quelli italiani, ma ciò non deve giustificare il teppismo.

Gran parte dei giovani non si sente più rappresentata dall’attuale classe politica composta da gente spesso sorpresa con le mani in pasta a rubare soldi pubblici per interessi privati.

Abbiamo urgente bisogno di un ricambio generazionale specie in questo senso, per farlo – lo ripetiamo – non serve distruggere, ma creare, produrre e sviluppare nuove idee e progetti. Le azioni violente ci riportano solo indietro, noi dobbiamo fare passi in avanti.

articolo pubblicato su l’Isola – quindicinale siciliano

foto: Emilio Fabio Torsello (DirittoDiCritica.com)

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

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