Il Governo vieta l’installazione dei router

di Damiano Zito per Il Fatto Quotidiano

Vietato installare un modem a  casa nostra? Sembra proprio così. Lo scorso 15 dicembre è entrato in vigore il decreto legislativo che prevede una multa dai 15 mila ai 150 mila euro per chi installa autonomamente un modem senza rivolgersi a un professionista iscritto all’appo – sito albo.

Si tratta dell’attuazione da parte del governo a una direttiva della Comunità europea, nata con lo scopo di annullare eventuali monopoli nel commercio di “apparecchiature terminali di telecomunicazioni”, cioè modem, router e altri dispositivi utilizzati per le connessioni alla rete Internet.

Per garantire un mercato più libero, gli stati membri dell’Unione europea devono cancellare ogni eventuale “diritto esclusivo” di organismi che operano nel settore delle comunicazioni. Per recepire le richieste della Ue, il governo ha varato un testo che ha aperto un’ampia discussione in Rete dopo la denuncia lanciaa ta dal blog dell’esperto Stefano Quintarelli. Entro 12 mesi, infatti, il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà stabilire i criteri di applicazione della legge. Ma, oltre ad individuare le qualifiche che le imprese dovrebbero avere per effettuare l’allaccia – mento, il collaudo e anche la manutenzione degli apparecchi, il ministero sarà tenuto a specificare quei casi in cui “gli utenti possono provvedere autonomamente” all’installazione dei router.

E da qui ai 12 mesi successivi che succede? Su Sette, il settimanale del Corriere della Sera, l’avvocato Fulvio Sarzana ha spiegato che “fino ad allora tutto è vietato”, dunque anche i singoli cittadini rientrerebbero nella categoria di “utenti” citati nella legge. Eppure di obblighi per i singoli cittadini nella direttiva Ue non si trova traccia. Allo stato dell’arte, sembra difficile davvero che singoli utenti possano essere multati perché installano un router. Ma che senso hanno regole che poi non si possono applicare?

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Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

4 pensieri su “Il Governo vieta l’installazione dei router”

  1. in teoria è sempre stato così, c'era un regio decreto dell'epoca della seconda guerra mondiale e poi un altro decreto del 92…
    poi in italia ovviamente tutto è vietato ma la gente giustamente se ne frega…

  2. Quintarelli ha dimostrato di non saper leggere. L’articolo 2, comma 2, lettera f esclude le installazioni semplici (come i router).

    È nata come non-notizia e rischia di diventare una leggenda metropolitana. -.-

    1. In verità devono ancora essere stabilite quali sono le installazioni semplici. Il compito è dato al ministero, per il momento non è specificato cosa voglia dire semplice. Potrebbe essere – per assurdo – che se in casa hai 5 computer allora non si tratta più di una semplice installazione o anche no.
      Fino a quando non viene redatto un nuovo decreto – in linea teorica – rimane il divieto.

      dz

      1. Installazione semplice = attaccare una spina ai 220v, un filtro e la spina alla presa del telefono e il cavo dati (se non hai il wifi, senno' hai gia' finito) per la connessione router/modem – computer.

        La norma e' stata male interpretata dallo stesore dell'articolo: penso, come pensano altri piu' informati e "del mestiere" piu' di me, che la norma generale della UE si riferisca al monopolio relativo agli appatli per l'installazione di centrali e subcentrali e per l'"ultimo miglio".

        In casa gia' dal '92 puoi modificare l'impianto telefonico senza chiamare l'ex monopolista, come aggiungere prese e derivazioni, con la clausola che, se fai un danno alla rete, poi il proprietario dell'"ultimo miglio" (nel 99% dei casi, Telecom) puo' rivalersi su di te.

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