Quel Terremoto in Giappone che Tanto ci Spaventa

Questa mattina stavo ascoltando un corrispondente di Rainews24 dal Giappone. Ha spiegato che nonostante la forte scossa ieri i grattacieli e persino un’antenna tv in costruzione sono rimasti in piedi dopo aver oscillato e che quindi se non fosse arrivato lo tsunami che ha portato via con sé ogni cosa, molto probabilmente la dimensione dei danni sarebbe molto, molto ridotta, così come il numero dei morti.

Della stessa tesi Mario Tozzi questa mattina sulla Stampa: «Un terremoto come questo di Sendai avrebbe causato decine di migliaia di morti in Italia e centinaia di migliaiain Iran. E certo un terremoto come quello aquilano (centinaia di volte meno distruttivo) in Giappone non avrebbefatto crollare nemmeno un cornicione». Già perché loro che «sono uomini come noi sono usciti ordinatamente dai grattacieli, che avevano appena smesso di oscillare come pioppial vento, e si sono recati nei punti di raccolta».

La differenza fra noi e loro è la cultura della prevenzione. Noi siamo consapevoli, e per questo impauriti, da una possibile scossa di terremoto che in Italia porterebbe giù non so quanto cemento e  siamo altrettanto consapevoli di non essere preparati ad eventi catastrofici di tali dimensioni. Scrive ancora Tozzi: «le esercitazioni antisismiche, che da noi indurrebbero agli scongiuri di rito, lì consentono di salvare vite, perché niente è meno scontato del panico quando la terra ti trema sotto i piedi».

Un altro conto è lo tsunami (la causa del numero maggiore dei morti) «che viaggia veloce come un jet di linea a 800 km/h e, in mare aperto, nessuno lo avverte». Per quello non c’è cemento che tenga.

 

Photo Credits | boston

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

Lascia un commento