“Italia, Quanto Mi Manchi!”

Copenaghen, 16 marzo 2011

Cari mamma e papà,

perdonate le mie lunghe pause tra una lettera ed un’altra. Non credo ci siano giustificazioni nello scrivere di rado ai propri genitori, ed è inutile tentare di prendere come scusanti il molto tempo che dedico allo studio e ai corsi che sto seguendo qui, nella mia nuova università. Sono molto contento e soddisfatto dell’educazione che sto ricevendo quassù, e mi rendo conto col passare del tempo di quanto sia importante l’esperienza che sto facendo qui, come quella fatta Stoccolma o a Dublino. È ormai un anno tra partenze e rientri che sono fuori dall’Italia, che vi ho lasciato.

Nella prima lettera che vi scrissi, ad agosto dello scorso anno, prima di andare a Stoccolma, ero assolutamente entusiasta della mia partenza. Mi sentivo esasperato dal mio paese, mi sentivo chiuso. Stavo quasi per odiarla l’Italia. O forse l’odiavo già. Ho dato l’anima nello studio per poter arrivare in questa università. Io, come tanti altri studenti che ho conosciuto qui, alcuni di loro italiani.

Ebbene ora, dopo un anno, un solo misero anno, mi trovo a dirvi che mi manca, la mia Italia. Siamo vicini ad una data speciale. Stasera, a mezzanotte, festeggerò i centocinquanta anni dell’unificazione della mia Italia. Da solo. Io sarò quassù, in una piccola stanza di un alloggio universitario, dove non importa niente a nessuno di questa data. Non importa proprio un bel niente a nessuno, quassù, di questa data. Vorrei tanto essere nella mia Italia, stanotte. Vorrei essere nella Torino della mia Chiara, nella Firenze di mio fratello, nella mia Roma. Soprattutto, vorrei essere a casa con voi. Respirare l’aria della mia Italia, sentirmi ripetere come sono andate le cose, centocinquanta anni fa. La musica, le voci, i colori. Le bandiere. Vedere tante tante bandiere alle finestre. Mi manca, la mia Italia. Pensavo di odiarla, pensavo che l’avrei potuta dimenticare. Essere lontano da lei per un anno soltanto, invece, mi ha fatto scoprire di amarla da matti. Mi ha fatto scoprire di essere orgoglioso di essere italiano. Leggo ogni giorno notizie della mia Italia sui principali quotidiani. Online. Quando mi manca sfogliare un quotidiano. Quanto mi mancano le nostre librerie. Ho soltanto un libro in italiano quassù, che amarezza. I concerti, i cinema. I musei. Mi manca il Colosseo. Quanto mi manca indignarmi per la politica, per il lavoro, per l’università.

Mi mancano i giovani che parlano di attualità. I giornalisti italiani. Mi sentivo partecipe, ora non più. Mi sento un estraneo. A tutti i discorsi. Mi sento fuori da tutte le discussioni in gioco in Italia, dal dibattito sul nucleare. Sapete quanto tengo a queste tematiche. L’esperienza fuori mi sta facendo capire che l’Italia ha tante possibilità, che siamo straordinariamente dotati, forti, audaci, vivi. Questa Italia può essere cambiata, questa Italia può essere immensa. So che tornerò, cari mamma e papà. Ma so che adesso serve che io stia qui, che io impari e continui a crescere. Stasera, cari mamma e papà, io festeggerò da solo. Non ho nemmeno un bandiera, da appendere magari fuori dalla mia camera. Ho soltanto una penna, un pezzo di carta e tanta nostalgia. Mi mancate voi, mi manca la mia Italia. La nostra Italia. L’Italia che vive e si agita anche nel cuore di chi è lontano. Soprattutto, nel cuore di chi è lontano.

Sempre vostro, con tanto affetto

Michele


Photo Credits | belgioitaly

 

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

3 pensieri su ““Italia, Quanto Mi Manchi!””

  1. Italia mia..ti amo esageratamente,mi manchi indescrivibilmente.8 mesi che vivo in Germania,e ogni volta che torno qualche giorno in Italia,mi batte forte il cuore,e ancor più forte quando ti dico ciao a presto Italia mia..

  2. ti capisco.. anche io vivo all’estero ormai da 4 anni! e lo sai che ero come te! prima credevo di potere cambiare qualcosa anche nel mio piccolo, poi e’ subentrata l’esasperazione e sono partita. Sono sposata adesso e felice ma mi manca l’Italia e so che io, per svariati motivi, non potro’ tornare se non per vacanza. Tu se puoi torna, ricco della tua esperienza e della tua educazione, sono sicura che riuscirai ad essere forte e a portare avanti il tuo proposito. In bocca al lupo! Fallo per te, per l’Italia e per gli italiani all’estero come me che non possono tornare.. Forse in futuro i miei figli… Ma lo sai che anch’io non ho una bandiera? Me la devo procurare….

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