La Meglio Gioventù Italiana è a Bruxelles

Un signore ben vestito, uscendo da un lussuoso albergo romano ha commentato la manifestazione dei precari del 9 aprile dicendo: “io ho un contratto a tempo indeterminato che prevede il licenziamento con tre mesi d’anticipo”. Dunque “siamo tutti precari”. Una semplificazione semplice facile, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi vera: non è detto infatti che il cosiddetto posto fisso possa garantire certezze. È sufficiente che l’azienda decida di esternalizzare la produzione o di ridimensionare il numero dei dipendenti per far partire cassa integrazione e licenziamenti. Ma la manifestazione del 9 aprile era organizzata da quei giovani che un contratto a tempo indeterminato non lo hanno mai visto. Erano quelli del co.co.co o del co.co.pro, gli stagisti, le partite iva aperte per lavorare dentro un’azienda senza assunzione. Giovani che trovano difficoltà ad identificare nell’attuale sfera politica qualcuno che tiri gli interessi di chi come Marta che a 30 anni lavora in nero a via del Corso per mantenere gli studi in antropologia. Lei è già andata a lavorare all’estero, ma vorrebbe continuare a specializzarsi in Italia con un dottorato di ricerca, ma con i tagli del governo le sue prospettive si sono estremamente ridotte.

Secondo Domenico, Nichi Vendola è attualmente l’unico politico che parla dei diritti del lavoro e del rispetto del lavoratore. Lui lavora alla Rai dal 2002 con un contratto a tempo determinato di nove mesi dal 2002 che viene di volta in volta rinnovato dopo venti giorni di sosta. Stando all’accordo preso dai sindacati dovrebbe essere assunto entro il 2014, ma come lavoratore “da scrivania” non avrà diritto ad accedere all’indennità di disoccupazione dell’Inps.

Ogni giovane intervistato considera la possibilità di andare all’estero come una decisione da prendere solo in un caso disperato.

Federica, 29 anni, dice che “la meglio gioventù italiana si trova a Bruxelles. Si trova spedita a cercare fortuna altrove”. Lei c’è stata per formazione professionale, è ingegnere e ha trovato subito lavoro nella provincia di Roma: “mi trovo in piazza per solidarietà” dice mentre indica i suoi amici che vedono una situazione grigia ma sono un po’ fiduciosi.

Molti degli italiani che ha incontrato a Bruxelles hanno voglia di tornare in Italia per mettersi in gioco e prende come esempio quello di Salvatore Scalzo, giovane ventottenne che dopo essere partito dalla Calabria studiare in Europa è tornato a Catanzaro, con un buon curriculum, e si è candidato a sindaco.

Questo articolo è stato pubblicato su l’Isola – quindicinale siciliano

Photo Credits | Serena Salvatori

Pubblicato da

Damiano Zito

Ingegnere Elettrico e Dottore di Ricerca. Appassionato di tecnologia ed utente Android. Ho vissuto 10 anni a Roma. Su questo blog ho riversato pensieri, opinioni, collaborazioni ed esperienze personali. Quello che leggi può essere stato scritto ormai qualche anno fa.

Lascia un commento